Editoria

20 dicembre 2011 | 17:32

GIORNALISTI: 100 ANNI CONTRATTO,SFIDA FLESSIBILITA’

SIDDI,E’ BUSSOLA SISTEMA; ANSELMI,SERVONO ELASTICITA’ E QUALITA’

(di Angela Majoli) (ANSA) – ROMA, 20 DIC – A 100 anni dalla prima Convenzione d’opera giornalistica – firmata il 17 dicembre 1911 – il contratto dei giornalisti resta “una bussola per il sistema dei media”, dice il segretario della Fnsi Franco Siddi, ma deve affrontare le sfide della “flessibilità ” e della “qualità ”, incalza il presidente della Fieg Giulio Anselmi. L’anniversario è occasione di confronto tra giornalisti, editori e governo, con il ministro del Welfare Elsa Fornero e il sottosegretario all’editoria Carlo Malinconico. “C’é chi pensa che il contratto sia da superare, perché è vissuto come occasione di conflitto e per gli ultra liberisti è anti moderno. Ma nessuno può far passare per moderno il ritorno di anticaglia in cui decide il padrone se e quando darti qualche euro in più”, sottolinea Siddi, convinto che il contratto giornalistico sia piuttosto “garanzia di libertà ” e conservi “intatta la sua autorità , forza, identità  e il suo valore regolatore”. Poi avverte: “Si parla di modifica del modello contrattuale e soprattutto, e a sproposito, di flessibilità . Ma la flessibilità  non può essere precarietà ”. La sfida si gioca anche su questo fronte. “Contrattazione collettiva sì”, in quanto “garanzia di concorrenza leale”, sottolinea Anselmi, ma anche “elasticità  e flessibilità , intesa non come strumento per aggirare i diritti, ma per rendere più agili le aziende e più facile il lavoro dei giornalisti, specie sul terreno della multimedialità  e delle nuove tecnologie. Le aziende devono poter mettere in atto una contrattazione aziendale che consenta loro di stare sul mercato”. Centrale, per il presidente della Fieg e dell’ANSA, anche la qualità : “Avere buoni giornalisti è la condizione per la salvezza dell’informazione”. “Il sindacato – replica il presidente della Fnsi Roberto Natale – non ha il timore di affrontare questa sfida, ma qualità  non vuol dire pagare 3 euro a pezzo o 50 centesimi a riga”. E il contratto nazionale non si tocca: “I forti si tutelano da soli: Rai, Mediaset, Corriere, Repubblica, Stampa e Messaggero l’integrativo se lo negoziano. Il contratto nazionale serve a tutelare i deboli”, conclude Natale. A riconoscere l’attualità  del contratto anche Malinconico, che in veste di presidente Fieg ha negoziato con la Fnsi l’ultimo accordo: “Nel passato è stato strumento prezioso e nella sua versione più recente ha dimostrato apertura alle novità  del lavoro giornalistico e vitalità ”. (ANSA).