Televisione

23 dicembre 2011 | 18:22

Rai: Verro, per cassazione inapplicabile legge 97, torni Minzolini

(AGI) – Roma, 23 dic. – Augusto Minzolini torni ad essere il direttore del Tg1, la legge 97 del 2001 è inapplicabile alla Rai. Lo dice Antonio Verro, consigliere Rai, dopo aver appreso che la Corte di Cassazione, “all’interno di una recentissima sentenza in cui accoglie le istanze della società  concessionaria del Servizio pubblico, definisce in maniera chiara ed univoca che la Rai è una società  per azioni, ribadendo in particolare quanto previsto dall’art. 49 del decreto legislativo n. 177/2005 (il testo unico della radiotelevisione)”. Questo “rafforza quindi – aggiunge Verro – la convinzione, già  espressa anche in Consiglio di amministrazione dal sottoscritto e da altri consiglieri, sull’inapplicabilità  della legge n. 97/2001 alla posizione di Augusto Minzolini”. E il consigliere, nel momento in cui viene meno il presupposto giuridico che aveva portato al trasferimento del direttore della testata ammiraglia Rai, si aspetta “che già  nel prossimo Cda il direttore generale porti una proposta per sanare la questione e riaffidare la direzione del Tg1 ad Augusto Minzolini”. La legge 97/2001 cui si riferisce Verro è quella relativa alla pubblica amministrazione, agli enti pubblici e alle società  di capitale a prevalente partecipazione pubblica ed equipara il lavoro privato al pubblico impiego. I pareri legali forniti all’azienda dopo il rinvio a giudizio di Minzolini per peculato (l’uso della carta di credito aziendale) hanno indicato come applicabile alla Rai quella legge nella parte relativa al trasferimento ad altre mansioni del dipendente su cui grava un giudizio della magistratura, applicabile non perché l’azienda di viale Mazzini sia pubblica amministrazione ma perché socieà  a prevalente partecipazione pubblica. E questo ha fatto sì che il dg Lorenza Lei potesse proporre la rimozione – per trasferirlo ad altro incarico di pari rilevanza – di Minzolini dalla direzione del Tg1 e proporre il sostituto (nel caso è stato Alberto Maccari). Una interpretazione che però sia Verro che altri consiglieri – Petroni, Rositani, Bianchi Clerici – non avevano ritenuto valida, contestandola da subito sul piano giuridico, tanto da votare contro la rimozione. Altri quattro consiglieri (Rizzo Nervo, Van Straten, Gorla e Garimberti) erano stati invece favorevoli e così alla fine era risultato determinante il voto del presidente Garimberti perché in caso di parità  è un voto che vale doppio. Ora c’è questa nuova lettura della vicenda e la situazione torna a ingarbugliarsi. Peraltro lo stesso Minzolini – attualmente a disposizione del direttore generale, com’è prassi in casi di trasferimento e in attesa di nuovi incarichi – aveva subito presentato ricorso contro una rimozione giudicata immotivata e senza fondamento di legge.