Comunicazione

03 gennaio 2012 | 16:42

GERMANIA: WULFF NELLA BUFERA, STAMPA TEDESCA CHIEDE DIMISSIONI

(AGI) – Berlino, 3 gen. – Nuove rivelazioni sui tentativi del presidente della Repubblica, Christian Wulff, di impedire la pubblicazione di articoli a lui sgraditi, mentre la stampa tedesca, ne chiede senza remore le dimissioni. Intanto dopo i falliti tentativi di intimidazione nei riguardi della Bild, con interventi sul suo direttore Kai Diekmann, sul direttore del gruppo Springer e sulla proprietaria dello stesso, si scopre oggi che il presidente aveva tentato in precedenza, anche questa volta senza successo, di impedire la pubblicazione nell’estate 2011 di un articolo sul domenicale ‘Welt am Sonntag’ (WamS). In quella circostanza la ‘Welt’ aveva pubblicato nell’edizione online un articolo dal titolo “La storia della sorella segreta”, in cui si spiegava che la sorellastra di Wulff, Bettina Mertschat-Wulff, e’ “la sorella che non c’e', la sua vita e’ un episodio non menzionato nella vita del presidente”. Nell’articolo si rivelava la difficile infanzia del capo dello Stato, che all’eta’ di due anni era stato abbandonato insieme alla madre malata dal padre, che da un’altra donna aveva poi avuto un’altra figlia, che Wulff aveva visto per l’ultima volta 13 anni fa, ma che non aveva mai invitato nella sua residenza presidenziale del Castello di Bellevue.
Il direttore del gruppo “Die Welt”, Jan-Eric Peters, conferma oggi che nell’estate del 2011 si trovo’ a fare “le stesse esperienze della Bild”, quando il presidente intervenne massicciamente per impedire la pubblicazione dell’articolo. “Uno degli autori venne convocato al Castello di Bellevue”, dove Wulff avrebbe minacciato “conseguenze spiacevoli”, se l’articolo fosse uscito. Peters spiega che “in redazione giunsero parecchie telefonate del presidente volte ad impedire la pubblicazione. Quando risulto’ chiaro che l’avremmo comunque pubblicato, un redattore venne convocato al Castello di Bellevue poco prima della chiusura del giornale. L’articolo usci’”. Intanto il mensile ‘Cicero’ rivela che per bloccare l’articolo di Bild sul prestito di 500 mila euro ottenuto da una coppia di imprenditori amici per la costruzione della sua villa, Wulff telefono’ senza successo anche al direttore del gruppo editoriale ‘Springer’, Matthias Doepfner, ed alla proprietaria del gruppo, Friede Springer, che rispose di non avere come abitudine quella di intervenire nelle scelte editoriali dei responsabili dei suoi giornali. Nel frattempo i commenti della stampa tedesca sul comportamento del presidente sono unanimemente negativi. La ‘Frankfurter Allgemeine Zeitung’ scrive che Wulff con i suoi interventi appare come se fosse “uscito di senno”, mentre per la ‘Sueddeutsche Zeitung’ la carica di capo dello Stato e’ “troppo grande per Wulff”. Per il ‘Financial Times Deutschland’ un uomo che si porta dietro questa zavorra “non puo’ rimanere piu’ a lungo presidente”, mentre il ‘General-Anzeiger’ di Bonn scrive che Wulff deve rendersi conto di “essersi giocato la fiducia, rien ne va plus”. In un commento del telegiornale della prima rete pubblica Ard si afferma che “le dimissioni del presidente non provocherebbero alcuna crisi dello Stato. La Germania e’ un Paese stabile, senz’altro in grado di far fronte al cambio del personale ai vertici”. (AGI)