Comunicazione

04 gennaio 2012 | 17:47

GERMANIA: WULFF PARLA IN TV MA NON SI DIMETTE, STAMPA INFURIATA

(AGI) – Berlino, 4 gen. – Il presidente della Repubblica, Christian Wulff, non ha intenzione di dimettersi e parlera’ al Paese alle 20.15 in un’intervista alle due reti pubbliche Ard e Zdf. La Ard ha lasciato gia’ trapelare l’informazione che Wulff, nella bufera per le pressioni esercitate sui giornalisti, non intende gettare la spugna, ma nel frattempo infuriano le polemiche della carta stampata e delle reti private per la scelta di Wulff di rispondere solo alle domande dei due giornalisti delle reti pubbliche, Ulrich Deppendorf per la Ard e Bettina Schausten per la Zdf.   Michael Konken, presidente dell’associazione dei giornalisti tedeschi, ha affermato che “solo la stampa quotidiana e’ stata oggetto dei tentativi di influenza esercitati da Wulff’, che di conseguenza avrebbe dovuto rispondere alle domande di tutti i giornalisti, non solo televisivi. Anche i responsabili delle reti televisive private hanno protestato per la preferenza del presidente nei riguardi delle due reti pubbliche, “ignorando su un tema di cosi’ grande interesse il sistema duale di informazione televisiva”. Nel frattempo il presidente ha ricevuto l’appoggio indiretto di Angela Merkel,il cui portavoce ha dichiarato che il cancelliere nutre “piena fiducia che il presidente della Repubblica rispondera’ ampiamente a tutte le questioni da chiarire”. Il portavoce Georg Streiter ha negato che sia stata la Merkel ad indurre Wulff ad intervenire pubblicamente in televisione, precisando che il cancelliere continua ad apprezzare l’operato del capo dello Stato. Su questo punto il cancelliere “non ha nulla da ritrattare”, ha spiegato il portavoce, mentre in soccorso del presidente arriva anche il governatore della Baviera, Horst Seehofer, affermando che “la Csu appoggia il presidente Wulff, che gode della nostra fiducia”. In un durissimo editoriale di prima pagina della ‘Frankfurter Allgemeine Zeitung’ il suo direttore Berthold Kohler scrive che con la sua telefonata al direttore di Bild per impedire la pubblicazione di un articolo su un prestito di 500mila euro per la costruzione della sua villa, “Wulff ha messo la sua testa sul ceppo della stampa popolare”. “Le sue scuse successive”, prosegue il fondo, “non hanno migliorato nulla. Quanto spesso deve scusarsi un presidente della Repubblica prima che i sondaggi arrivino alla conclusione che gli manca la statura per la carica che ricopre? All’uomo che non voleva diventare cancelliere non riesce nemmeno di essere presidente”. (AGI)