Comunicazione

10 gennaio 2012 | 10:38

MALINCONICO, ‘RICOSTRUZIONI INFONDATE, MAI FATTI FAVORI’

VOGLIO RIMUOVERE EFFETTI EPISODIO, VERSATO A HOTEL INTERA SOMMA

(ANSA) – ROMA, 9 GEN – “Non ho mai fatto favori di nessuna natura ai personaggi coinvolti nelle vicende richiamate né a chiunque altro”. Lo dichiara all’ANSA il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Malinconico, replicando alle critiche per alcuni soggiorni all’hotel Pellicano di Porto Ercole all’Argentario che sarebbero stati pagati da Francesco De Vito Piscicelli, il costruttore indagato nell’inchiesta sulla ‘cricca’. Malinconico parla di “ricostruzioni parziali, forzate ed inesatte” e afferma di voler “rimuovere tutti gli effetti di episodi da me non voluti nè sollecitati” e di aver proceduto pertanto a versare all’albergo “l’intera somma”. “Da qualche giorno notizie di stampa hanno dato risalto ai miei soggiorni all’Argentario nel 2007 e nel 2008, fino al punto di forzare la realtà  degli eventi, tra l’altro già  da tempo noti – sostiene Malinconico all’ANSA-. Tuttavia, considerando giusta l’attenzione dell’opinione pubblica su questioni che riguardano etica e trasparenza, ritengo necessario fornire gli opportuni chiarimenti. Non ho mai fatto favori di nessuna natura ai personaggi coinvolti nelle vicende richiamate né a chiunque altro”. “Sono stato Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri fino al 7 maggio 2008 – aggiunge il sottosegretario -. Ho conosciuto l’ing. Balducci quando questi era presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, ben noto, stimato e considerato in tutti gli ambienti istituzionali. Solo diversi anni dopo, nell’ambito di una vasta indagine di polizia giudiziaria, è emerso un intreccio insospettabile di rapporti che lo coinvolgerebbe. Ma negli anni 2007 e 2008 tutto ciò era inimmaginabile”. “Per effetto del rapporto istituzionale, allora vedevo, come tanti, in Balducci un collega di prestigio – aggiunge Malinconico -. Ribadisco di non aver mai fatto favori a lui né lui mai mi chiese di fargliene. Non ho mai conosciuto Anemone. Piscicelli mi è stato presentato quando, nell’estate 2007, fui invitato da Balducci a visitare alcuni rustici ristrutturati dallo stesso Piscicelli, che però non risultarono di mio interesse”. “Andai per la prima volta al “Pellicano” nell’agosto del 2007 – prosegue l’ex presidente della Fieg -. Ci tornai all’inizio del maggio 2008 in concomitanza con la fine del mio incarico di Segretario generale. In quella circostanza chiesi a Balducci la cortesia di effettuare la prenotazione che, in quel momento, risultava difficoltosa, in un albergo e lui lo fece con riferimento al Pellicano. Ricordo di averlo ringraziato per questa cortesia il 30 aprile prima di partire. Si sa che pagai una parte dei soggiorni. Mi fu detto dall’albergo che per i precedenti soggiorni era stato provveduto Ma senza specificare da parte di chi. Pensai fosse stato Balducci e ugualmente insistetti per non gravare su quest’ultimo. Non ci fu modo di riuscirvi, sicché irritato cancellai le permanenze successive e non tornai più all’albergo”. “Solo ora, a seguito delle indagini (di cui ho avuto conoscenza indirettamente) e alle dichiarazioni rese qualche giorno fa alla stampa – aggiunge -, apprendo che Piscicelli avrebbe pagato di propria iniziativa e per ragioni a me del tutto ignote alcuni dei miei soggiorni presso la struttura alberghiera. E’ mia ferma intenzione rimuovere tutti gli effetti di episodi da me non voluti né sollecitati. Ho già  proceduto, quindi, a versare all’albergo l’intera somma dovuta con bonifico bancario, comunicando all’albergo stesso che ogni precedente pagamento disposto da altri deve considerarsi inaccettabile e privo di effetti”. “Inoltre – conclude Malinconico -, per completa trasparenza e come deciso dall’attuale Governo, a breve presenterò la mia dichiarazione patrimoniale e reddituale dalla quale emergerà  la piena rispondenza tra il reddito professionale dichiarato e la situazione patrimoniale. Questo quadro dei fatti realmente svoltisi contrasta con ricostruzioni parziali, forzate ed inesatte che alimentano il tentativo di avviare processi mediatici del tutto infondati”.(ANSA).