Televisione

10 gennaio 2012 | 17:26

Rai/ Domani presidio lavoratori a Roma: Monti riceva sindacati

Presidio nel pomeriggio davanti a via Teulada

Roma, 10 gen. (TMNews) – Riprende la mobilitazione dei dipendenti Rai, dopo lo sciopero generale del 22 dicembre scorso indetto contro il piano di ridimensionamento deliberato dai vertici aziendali. I sindacati (Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConFsal) hanno indetto per domani alle 16,30 sotto la sede Rai di via Teulada 66 a Roma contro le scelte aziendali e per rispondere ai loro primi effetti: chiusura di Rai Corporation e preavviso di licenziamento dei 40 Lavoratori. Il presidio sarà  il luogo in cui annunciare ulteriori iniziative dirette alla politica, alle istituzioni ed i vertici aziendali che saranno deliberate nel corso del coordinamento nazionale che si terrà  nella mattinata. “Ulteriore preoccupazione – è scritto nella convicazione del presidio- arriva dalle dichiarazioni del Presidente Monti: non è infatti chiaro, ai Sindacati, da quali fonti il Presidente abbia assunto informazioni per definire una scelta risolutiva sul futuro della Rai.Rimane tuttora inevasa la richiesta d`incontro fatta pervenire da tutte le organizzazioni sindacali ormai settimane fa ai Ministeri competenti e alla Commissione di Vigilanza, questo silenzio non verrà  subito dai Sindacati che reitereranno con forza le loro richieste. La preoccupazione è che la questione lavoro e la complessità  della funzione del servizio pubblico siano piegate alle mere valutazioni contabili. Il vero rischio è che la Rai, dopo essere stata per anni subalterna alle esigenze partitiche, sia spazzata via da una volontà  semplificatrice e priva delle conoscenze necessarie”. “Prima di qualsiasi iniziativa di riforma, per una buona ed equilibrata lettura della situazione – è la richiesta dei sindacati dei dipendenti Rai- è necessario che il Presidente del Consiglio nonché Ministro dell`Economia e Finanze, trovi il tempo per confrontarsi con le organizzazioni sindacali che rappresentano più di 10.000 lavoratrici e lavoratori, maestranze che in questi 60 anni hanno dato vita alla prima industria culturale del paese”.