Editoria

11 gennaio 2012 | 11:44

MAFIA: GIORNALISTA SOTTO SCORTA A MODENA

MINACCIATO, SCRIVE PER LA GAZZETTA E HA PUBBLICATO UN LIBRO

(ANSA) – MODENA, 11 GEN – Un giornalista di 29 anni collaboratore della ‘Gazzetta di Modena’, Giovanni Tizian, che si occupa di criminalità  organizzata, da una quindicina di giorni vive sotto scorta. Lo riporta in prima pagina il quotidiano modenese che pubblica anche un commento del direttore Antonio Ramenghi, intitolato ‘L’intimidazione non fermerà  il nostro lavorò. Le inchieste di Tizian sulle infiltrazioni mafiose al Nord poche settimane fa sono diventate anche un libro, ‘Gotica, ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la lineà , edito da Round Robin: 300 pagine sui loro interessi nell’economia legale, fra corruzione, usura e riciclaggio. Gli articoli del giornalista su cosche e clan sono comparsi numerosi sulla ‘Gazzetta di Modena’ dal 2006, quando ha iniziato l’attività  pubblicistica. Laureato in Criminologia con una tesi sulle ramificazioni internazionali della ‘ndrangheta, collabora anche con i quotidiani online Linkiesta.it e Lettera43.it e con il mensile Narcomafie, la rivista del gruppo Abele di don Luigi Ciotti. Al giornalismo ha affiancato l’impegno civile e sociale: fa parte dell’associazione daSud, associazione antimafia con sede a Roma costituita nel 2005 da giovani emigranti meridionali che non hanno intenzione di lasciare le loro terre in mano alle cosche. E’ la seconda volta che la mafia sconvolge la vita di Tizian: nell’estate ’89, quando aveva sette anni, a Bovalino, nella Locride, suo padre fu ucciso a colpi di lupara. Era funzionario di banca e gli spararono mentre tornava a casa. Dopo cinque anni il trasferimento della famiglia a Modena, per cercare di ricostruire un po’ di tranquillità  e di serenità . Ora il suo mondo si è improvvisamente ristretto: “Cerco di trovare il modo – dice – di continuare a fare questo mestiere, e sono sicuro che lo troverò. Non ho quella libertà  di movimento che mi servirebbe, ma mica ci rinuncio. Non penso che un giornalista possa cambiare il mondo, ma credo nell’ utilità  sociale del mestiere di giornalista”. Tizian spiega di aver saputo che gli era stata assegnata una scorta una quindicina di giorni fa: “Stavo per pranzare quando mi hanno chiamato sul cellulare dicendomi che ero esposto a un rischio e che per tutelarmi, e permettermi di proseguire nel mio lavoro, avrei avuto la protezione delle forze dell’ordine. Sul momento non mi sono reso conto di cosa avrebbe significato. Poi già  verso sera ho cominciato a capire”. Gli agenti gli devono, per così dire, ‘coprire le spalle’ finché le acque non si saranno calmate. “Hanno deciso di dargli una scorta armata perché evidentemente minacciato, non sappiamo da chi e come, ma gli investigatori lo sanno”, rileva Ramenghi, che aggiunge come Giovanni Tizian “non è per nulla intimorito dalle minacce” e “continuerà  a fare il suo lavoro come noi continueremo il nostro senza cedimenti, e anzi con maggiore attenzione e determinazione. So che per Giovanni sono giorni difficili, come lo sono per i colleghi che da tempo vivono in quelle condizioni (penso ai miei amici Roberto Saviano e Lirio Abbate, e a Rosaria Capacchione e alla mezza dozzina di sindacalisti sotto scorta). Staremo vicini a Giovanni e con lui continueremo, come sempre, nel nostro lavoro”. (ANSA).