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12 gennaio 2012 | 10:38

Russia/ Web e Ong sotto accusa: Manipolano dall’estero la gente

Attacchi da capo Consiglio di Sicurezza e procuratore generale

Mosca, 12 gen. (TMNews) – Internet e Ong nel mirino delle autorità  russe: tramite il web, sostengono il segretario del Consiglio di sicurezza e il procuratore generale, si tenta di manipolare l`opinione pubblica in vista delle presidenziali di marzo. E questo avviene con lo zampino di registi stranieri, “che utilizzano le reti sociali sul web e le organizzazioni non governative”, secondo Nikolai Patrushev, capo del Consiglio di sicurezza russo ed ex direttore del Servizio Federale di Sicurezza, l`ex Kgb), che sottoscrive simili critiche avanzate dal Procuratore generale, Yuri Chaika. I due, nel giro di poche ore, tra ieri e oggi hanno lanciato un duro attacco ai social network all’origine della mobilitazione di piazza contro il governo di Vladimir Putin, attacco che si prospetta nota fissa dell`ultimo mese e mezzo di campagna elettorale verso il voto per il Cremlino del 4 marzo. “Diciamo che attraverso diverse organizzazioni non governative e fondi, e a volta direttamente dall`estero, si tenta di influenzare l`opinione dei cittadini russi. E lo si fa utilizzando varie tecnologie moderne, che tra l`altro sono state usate in una serie di altri Stati, comprese le reti sociali”, ha dichiarato Patrushev, come riferisce Gazeta.ru. Più o meno la stessa teoria è stata illustrata dal procuratore generale Chaika, convinto che i fondi per molte iniziative dell`opposizione russa arrivino “da fonti che si trovano fuori dai confini della Russia” e che si utilizzi internet per “diffondere umori estremistici”. Le affermazioni di Chaika sono pubblicate oggi in un`intervista a Rossiskaya Gazeta, ma da ieri sera le anticipazioni hanno fatto il giro dei siti di notizie e dei blog russi. Il capo del Consiglio di sicurezza, però, non sembra chiedere misure restrittive o indagini particolari sugli attivisti del web russo. “I nostri cittadini sono in grado di valutare da soli”, dice, precisando che “quelli che vanno alle manifestazioni non sono estremisti e non hanno intenzioni aggressive”. In ogni caso, avverte Patrushev, le forze dell`ordine reagiranno tempestivamente “in caso di violazioni della legge russa. Non permetteranno caos né tantomento violenze”. I blog, come le attività  di alcune Ong – a partire da Golos, l`unica organizzazione indipendente di monitoraggio elettorale russa, accusata dalla tv pubblica di essere finanziata dagli Usa – stanno dando parecchio filo da torcere al campo putiniano. Il leader carismatico delle proteste di dicembre è il blogger Alexey Navalny, determinato a portare in piazza centinaia di migliaia di persone il prossimo 4 febbraio, a un mese esatto dalla presidenziali. Attivissimo sul web, Navalny sta oscurando senza difficoltà  le figure tradizionali dell`opposizione russa. E, di fronte alle insinuazioni sui fondi che riceverebbe dagli Stati Uniti, rilancia con l`ironia, come ha fatto ieri commentando il fotomontaggio che lo ha affiancato a Boris Berezovsky, suggerendo torbidi legami con l`oligarca in esilio a Londra. La didascalia della foto pubblicata giorni fa da un giornale locale degli Urali, che ha provocato l’ira sul web russo, affermava che “Navalny non ha mai nascosto di prendere soldi da Berezovsky contro Putin”. Ieri i blog russi si sono scatenati, pubblicando immagini in Photoshop con Navalny e Stalin, Navalny con Hitler, Navalny e un alieno, Navalny con lo stesso Putin, a sua volta finanziatore delle proteste contro se stesso. Quindi, conclude il titolo dell’ultimo fotomontaggio, “così Putin ha capito che non gli va più di fare il presidente”.