Editoria

12 gennaio 2012 | 10:41

Siria/Jacquier,primo reporter occidentale morto da inizio rivolta

Il racconto di un giornalista franco-libanese che era con lui

Homs, 12 gen. (TMNews) – Gilles Jacquier, l’inviato della televisione France 2, ucciso ieri a Homs, è il primo giornalista occidentale a morire in Siria dall’inizio della rivolta contro il regime, dieci mesi fa. Jacquier si trovava con altri colleghi nella città  diventata epicentro della battaglia tra le forze di sicurezza e gli oppositori del presidente Bashar al Assad. Il quotidiano francese “Le Figaro” ha raccolto il racconto di un giornalista franco libanese, che lavora per il servizio arabo della Bbc, Mohammed Ballout, presente al momento dell’attacco. “Ero nel gruppo assieme a giornalisti della Cnn, Cbs e dell’Afp. Gilles Jacquier era accanto a Suor Marie Agnès, una religiosa libanese, organizzatrice del suo soggiorno in Siria, in compagnia del cameraman, di due giornalisti svizzeri, cinque belgi, due libanesi e un siriano. Insieme abbiamo cominciato a fare il giro di diversi ospedali nei quartieri che sono sotto il controllo dell’esercito”, spiega Ballout. “Verso le 15, il mio gruppo ha lasciato il settore alawita di Zahira. Poco dopo, davanti all’ospedale di Zahira si sono riuniti militanti pro-Assad. Hanno cominciato a scandire slogan favorevoli al regime. Passati alcuni minuti un razzo Rpg ha colpito il gruppo. Otto sostenitori del regime sono morti sul colpo, altri sono rimasti feriti. I giornalisti del gruppo di Jacquier sono accorsi per vedere quello che era successo”, aggiunge Ballout. Subito dopo, altri razzi sono stati lanciati nella direzione del gruppo del reporter di France 2. Jacquier ha cercato rifugio all’interno di un edificio apparentemente del governo, ma è stato travolto dall’esplosione di un obice ed è morto sul colpo. Un fotografo indipendente olandese, Steven Wassenaar, è rimasto gravemente ferito al volto. Il cameraman di France 2, Christophe Kenk, è stato ferito a un braccio. Jacquier lavorava per l’emittente tv francese dal 1999, e come inviato aveva coperto i conflitti in Iraq, Afghanistan, Kosovo e Israele. Fra i numerosi riconoscimenti professionali, Jacquier aveva vinto soltanto l’estate scorsa l’Ilaria Alpi per il miglior reportage internazionale, con un lavoro sulla primavera araba intitolato ‘Tunisie, la revolution en marche’. Il governo francese, attraverso il ministro degli Esteri, Alain Juppé, ha chiesto che venga “fatta completa luce sulle circostanze” dell’uccisione. Anche il capo della diplomazia europea, Catherine Ashton, ha sollecitato una rapida inchiesta per chiarire le circostanze della morte del giornalista di France 2.