Televisione, TLC

19 gennaio 2012 | 15:21

Tv/ Parenzo (Mediapason): Espropri frequenze fatto senza criterio

“Stesso risarcimento a tv di quartiere e a un grande gruppo”

Milano, 19 gen. (TMNews) – Un esproprio di frequenze tv fatto senza criterio. Sandro Parenzo, presidente di Mediapason, la società  editrice, tra gli altri, dei canali Telelombardia e Antenna 3, attacca duramente il provvedimento che sta per essere licenziato dal governo. “Lo Stato – si legge in una nota – ha venduto le frequenze 61-69 alla telefonia portando a casa 4 miliardi, dei quali, 400 milioni erano destinati al rimborso per le tv espropriate. I 400 diventano 240 con un gioco di prestigio, poi con un’ultima truffa 170. Quando finalmente le procure competenti sveleranno quale associazione a delinquere ha gestito le decisioni che negli ultimi anni hanno trasformato il mercato televisivo italiano in una costruzione truffaldina, potremo leggere nomi e cognomi. Ma sarà  troppo tardi”.  ”Tra qualche ora – aggiunge Parenzo – dal ministero uscirà  un decreto che recita delle regole per gli espropri delle frequenze che sembrano quelle barzellette di Berlusconi che facevano ridere solo i suoi dipendenti. Truffa o incompetenza? In buona sintesi si dice che verrà  pagata la stessa cifra per tutte le tv che hanno avuto la sfiga (o la “fortuna” come si vedrà ) di finire tra il 61-69. Ovvero la tv del parroco che trasmette per 70 persone una messa e lo stesso film tutti i giorni, riceverà  lo stesso indennizzo di Telelombardia che produce informazione in diretta per tutta la giornata”.  ”Ma lo capisce il confuso legislatore – conclude Parenzo – che il programma di Michele Santoro che abbiamo fortemente voluto per anni e che mandiamo in onda anche questa sera ha centinaia di migliaia di spettatori che lo vedono sul canale 64, magari senza saperlo. E che, qualora cambiassimo canale ci vorranno anni per spiegare che si deve sintonizzare nuovamente il televisore perché Telelombardia lì non c’è più. Truffa o incompetenza? cambia poco, il risultato è lo stesso  Facendo di ogni erba un fascio si offendono le intelligenze, si umilia il merito, si crea disoccupazione”.