Televisione

23 gennaio 2012 | 10:57

FREQUENZE: SCATTA FASE TRATTATIVA, IN CAMPO ANCHE AGCOM

ROMANI, TEMPO PER PENSARE E RIPENSARE; PD-UDC-IDV-FLI, ORA ASTA

(di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 21 GEN – Con la sospensione per tre mesi del beauty contest, annunciata ieri dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, si apre una delicata trattativa con le aziende rimaste in gara. L’obiettivo è evitare quei ricorsi che getterebbero nuove incognite su un settore guardato a vista dall’Unione Europea. E proprio per questo l’Agcom, già  coinvolta prima dello stop, potrebbe essere nuovamente consultata, prima di prendere in mano il pallino del gioco qualora venisse indetta un’asta. La partita è anche politica per il governo, che deve evitare strappi con il Pdl: di fronte ad un annullamento della procedura voluta dall’ex ministro Paolo Romani, la reazione potrebbe essere meno cauta rispetto a quella con cui è stata accolta la decisione del momentaneo stop. “Non sono d’accordo con lo stop – avverte Romani – ora il governo ha 90 giorni per pensare e ripensare. Ho l’impressione che sarà  difficile trovare qualcuno che paghi le frequenze”. L’ex ministro sostiene inoltre che incappa in “un errore tecnico” chi sostiene che i multiplex possano essere usati per gli operatori di tlc, ipotesi circolata e sorretta dallo scopo di ampliare le possibilità  di successo di un’asta. La decisione di Passera continua invece a trovare l’appoggio del resto dei partiti, dal Pd all’Udc, da Fli all’Idv, che ora chiedono di andare avanti con una gara vera e propria. Chi ha già  protestato, anche vivacemente, è stata Mediaset, mostrandosi pronta ad azioni legali in caso di annullamento del beauty contest. Per ora l’azienda di Cologno Monzese, così come le altre in gara, tra cui Rai e Ti Media, attende la convocazione del ministero per capire che tipo di compensazioni verranno proposte. La pratica da lunedì sarà  in mano al Dipartimento per le comunicazioni. Le emittenti, che hanno ricevuto ieri un’informativa e avranno 60 giorni di tempo per fare osservazioni, hanno dovuto presentare una fidejussione per partecipare, oltre a sostenere costi per la presentazione delle domande, ma il danno è soprattutto di prospettiva. Il Biscione, ad esempio, avrebbe potuto ottenere il multiplex, che ha avuto temporaneamente in concessione, e sul quale ha sperimentato l’alta definizione. Proprio per questo la compensazione potrebbe non essere solo di tipo economico, ma riguardare l’utilizzo o l’allocazione di altre frequenze. Il governo, dopo la trattativa, dovrebbe tentare di fare cassa attraverso un’asta, ma prima potrebbe essere necessario un passaggio legislativo. L’Agcom, che ha fornito un parere tecnico al ministero, ha ricordato che la delibera sul beauty contest è stata tradotta in legge su richiesta dell’Unione europea e che è quindi necessario un nuovo atto di legge per annullarla. L’Autorità  ha inoltre ricordato che la gara è legata ad una procedura di infrazione dell’Ue, non ancora chiusa. (ANSA).