Televisione

23 gennaio 2012 | 11:00

MEDIASET: DIFESA BERLUSCONI, ACCUSE SONO INCONSISTENTI

GHEDINI, DIMOSTRATO CHE PROCURA NON CONOSCE MERCATO DIRITTI TV

(di Francesca Brunati) (ANSA) – MILANO, 21 GEN – “E’ stato dimostrato che la Procura non conosce il mercato dei diritti televisivi e che Berlusconi non è mai stato il ‘socio occulto’ di Frank Agrama.”. Non hanno “consistenza” per Niccolò Ghedini, uno dei difensori dell’ex presidente del Consiglio, le accuse contestate agli imputati del processo Mediaset che si sta celebrando a Milano. Ghedini è intervenuto stamane dopo qualche schermaglia tra difesa e giudici e dopo la deposizione di Andrea Marcotulli, ex direttore generale dell’Anica, convocato in aula come consulente tecnico per conto del leader del Pdl. Esperto del settore, Marcotulli, in aula, ha parlato in generale delle caratteristiche e del funzionamanto del mercato dei diritti televisivi in tutto il mondo, delle modalità  di compravendita e dell’attività  dei mediatori. Davanti al collegio presieduto da Edoardo D’Avossa, ha evidenziato una serie di carenze contenute nella relazione di Kpmg, la società  di consulenza dei pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro e sulla quale si fonda la loro ricostruzione, per poi passare a descrivere la situazione negli Stati Uniti e in Italia a partire dalla fine degli anni ’70 e inizi anni ’80 fino al periodo più recente. Con le sette Major che sono il “nucleo più importante della produzione audiovisiva” Usa, di cui totalizzano i 3/4 dell’investimento mondiale e almeno i 2/3 dei titoli commerciali. Con i produttori “indipendenti” che producono soprattutto fiction tv. E poi le loro politiche di vendita nei confronti dei mercati esteri e in particolare quello italiano, con Mediaset e Rai. Tra le altre cose, Marcotulli ha descritto il ruolo degli intermediari – tra i quali anche Frank Agrama e Alfredo Cuomo (due degli imputati) – che a differenza di quel che ha sostenuto Kpmg, non sono “figure che svolgono una semplice attività  esecutiva” ma veri e propri imprenditori, fondamentali per il mercato, dotati di strutture “organizzate” e impegnate nell’acquisto e nella vendita in ambito internazionale. In più il consulente ha illustrato come il prezzo di un film, per i pm ‘gonfiato’ da un’intermediazione fittizia per creare i fondi neri, sarebbe stato in realtà  determinato da una libera contrattazione fondata sul principio della domanda e dell’offerta ed influenzato da vari fattori, tra cui l’audience e il conseguente impatto pubblicitario. Marcotulli ha infine concluso spiegando, in sostanza, che i costi sostenuti da Mediaset nell’acquisto di film e fiction non sarebbero stati aumentati in modo artificioso. Tutt’altro: tali costi avrebbero generato audience e ricavi pubblicitari in linea con gli standard del mercato dei diritti tv. Il consulente, che proseguirà  con il controesame dopodomani, lunedì 23 gennaio, per Ghedini “ha dimostrato la legittimità  dell’uso di intermediari, che Agrama e Cuomo avevano imprese che lavoravano in modo legittimo e che Berlusconi non aveva alcun socio occulto. Quindi, l’ipotesi accusatoria non ha consistenza”.(ANSA).