Editoria

23 gennaio 2012 | 11:03

GIORNALISTI: SIDDI, PROBLEMA MINACCE A CRONISTI AD ANTIMAFIA

VICENDE CALABRESI A COMMISSIONE,INFORMAZIONE CAPOSALDO LEGALITA’

(ANSA) – VIBO VALENTIA, 21 GEN – Le minacce di cui sono vittime i giornalisti calabresi saranno portate all’attenzione della Commissione parlamentare antimafia in occasione dell’incontro, in programma il 2 febbraio prossimo, con la Federazione nazionale della stampa (Fnsi). Lo ha detto oggi a Vibo Valentia, il segretario della Fnsi, Franco Siddi. Siddi, che ha partecipato alla messa in onore del patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales, promossa da Ucsi (Unione Stampa cattolica), Sindacato e Ordine dei giornalisti della Calabria, al termine della cerimonia ha incontrato il giornalista della Gazzetta del Sud Nicola Lopreiato, raggiunto, nelle scorse settimane, da una lettera di minacce scritta dal carcere dal boss Leone Soriano, ritenuto dagli investigatori il capo dell’omonima cosca della ‘ndrangheta di Filandari. Lopreiato era gia’ stato minacciato in passato e nel novembre scorso i carabinieri hanno arrestato i presunti autori delle precedenti minacce. “Il caso della lettera a Lopreiato e le precedenti vicende che lo avevano visto sotto tiro insieme ad altri colleghi come Pietro Comito, Antonino Monteleone e Michele Albanese – ha detto Siddi – devono avere un’attenzione superiore e le porteremo all’attenzione della Commissione antimafia. Ma già  da ora rinnoviamo alle autorità  che se ne sono occupate, e che ringraziamo per avere portato un primo risultato, l’esigenza di una tutela rafforzata per il lavoro dei giornalisti minacciati”. “In questa regione – ha proseguito – ci sono, per fortuna, nuovi semi che stanno generando ogni giorno nuove piante di legalità , tuttavia persistono punti caldi della delinquenza organizzata e di una mafia borghese che sono insidiose e rendono spesso complicato fare un’informazione libera. Il sindacato tutto, da quello calabrese a quello nazionale non si arrende a prospettiva di questo genere ed anzi intensificherà  ulteriormente la propria azione. Moltiplicheremo gli sforzi senza cercare clamori ma dimostrando con la presenza, anche fisica dei dirigenti del sindacato, che nessun boss può immaginare che minacciando i giornalisti e le loro famiglie le notizie scomode siano fermate. Nel tempo della comunicazione globale ma anche di un giornalismo civile ed impegnato non sarà  possibile mettere a tacere atti di violenza e metteremo in luce sempre di più la semina delle piantagioni della legalità ”. “Dobbiamo irrobustire la nostra forza – ha concluso Siddi – e la coesione della responsabilità  dell’informazione ma allo stesso tempo essere protagonisti dei percorsi di civiltà  democratica. Ognuno si schieri politicamente dove vuole ma la legalità  è un bene troppo prezioso e l’informazione deve essere un caposaldo che merita rispetto da parte di tutti”. Il segretario del sindacato dei giornalisti calabresi, Carlo Parisi, dal canto suo, ha sottolineato come la scoperta, nel novembre scorso, degli autori delle precedenti minacce, sia stato “anche frutto di un lavoro paziente fatto con le autorità  investigative, a partire da un incontro col capo della polizia Antonio Manganelli avvenuto due anni fa. Abbiamo cominciato allora e adesso quel rapporto, anche istituzionale, con chi lotta contro la criminalità , viene non solo confermato ma irrobustito”. (ANSA).