Editoria, New media

23 gennaio 2012 | 11:25

PIRATERIA: MEGAUPLOAD, KIMDOTCOM NEGA OGNI ACCUSA

(AGI/AFP) – Wellington, 23 gen. – Respinge tutte le accuse, sia quelle maggiori di aver messo in piedi un impero illegale su internet, sia quelle di contorno che parlano di auto sportive e di donnine facili. Comparendo davanti al tribunale di Auckland, in Nuova Zelanda, Kim Schmitz, al secolo Kim Dotcom, fondatore e proprietario di Megaupload, ha chiesto, tramite i suoi legali, di essere scarcerato per non aver commesso nulla di illegale. Schmitz respinge le accuse provenienti dagli Usa di essere il responsabile del maggiore e piu’ remunerativo sito illegale del web. Il giudice della North Shore District Court di Auckland, si e’ riservato di decidere entro giovedi’ sulla domanda di liberta’ su cauzione presentata dall’uomo d’affari di origini tedesche e sulla richiesta di estradizione avanzata dagli Stati Uniti che vogliono processarlo per furto di copyright. Schmitz e’ uno dei sette indiziati dal Dipartimento di Giustizia Usa e dal Fbi con l’accusa di essere “responsabili di un imponente organizzazione di pirateria internazionale online relativa a diversi generi di copyright, perpetrata attraverso il sito Megaupload.com e altri portali, come Megavideo”. Per l’accusa, Schmitz e gli altri imputati hanno generato oltre 175 milioni di dollari di proventi illeciti e hanno causato danni per oltre 500 milioni di dollari ai detentori dei diritti di autore dei lavori colpiti da pirateria informatica, vale a dire copie illegali di film, programmi televisivi, musica e altri contenuti. Dotcom ha respinto con forza le accuse e il suo legale, Paul Davison, ha detto alla Corte che il 37enne tedesco, che ha anche la residenza in Nuova Zelanda e a Hong Kong, non e’ coinvolto in alcuna attivita’ criminale. Il legale ha aggiunto che il suo assistito non ha alcuna intenzione di lasciare la Nuova Zelanda se gli verra’ concessa la liberta’ cauzionale e che intende rimanere nel paese insieme alla moglie incinta e alla famiglia e che non ha, inoltre, nessuna intenzione di riavviare l’attivita’ dopo che tutti i server sono stati chiusi. Per contro, il pubblico ministero, Anne Toohey, ha detto che esiste un elevato rischio di fuga dell’imputato, aggiungendo che Schmitz e’ gia’ fuggito in Thailandia quando le accuse gli furono avanzate dalla Germania. La pm si e’, inoltre, opposta alla concessione della cauzione elettronica e all’accesso a telefono e internet per l’imputato. La Toohey ha spiegato che in casa di mr. Dotcom sono state trovate oltre 30 carte di credito intestate a nomi diversi e che l’imputato ha anche tre diversi passaporti con nomi differenti. Sotto sequestro sono finite anche una Cadillac del 1959 e altre auto d’epoca, insieme ad armi e beni artistici di rilevante valore. Altri particolari sulla esuberante vita del signor Schmitz/Dotcom sono stati forniti dal The New Zealand Herald, secondo cui lo stile di vita dell’imputato comprendeva anche il riempire la piscina della villa di Auckland con acqua minerale d’importazione, mentre un filmato sul web mostra Dotcom circondato da donne in topless, che spruzzano champagne a bordo di uno yacht di lusso durante un folle fine settimana a Montecarlo costato 10 milioni di dollari. L’FBI stima che, nel corso del 2010, Dotcom ha ricavato personalmente circa 115 mila dollari al giorno dall’attivita’ di pirateria telematica. Megaupload e altri siti, come Vestor, sono stati chiusi con l’accusa di traffico illecito, infrazione della legge sui diritti d’autore e riciclaggio di denaro di illecita provenienza. L’azionista unico di Vestor ltd. E’ Kim Dotcom. Gli altri sei imputati hanno collezionato una serie di accuse provenienti da Estonia, Germania, Olanda e Slovacchia. (AGI)