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24 gennaio 2012 | 10:56

INTERNET, POLEMICA ALLA CAMERA SU NORMA ‘BAVAGLIO’

OK EMENDAMENTO LEGA A DDL COMUNITARIA; IDV, GIU’ MANI DALLA RETE

(di Francesco Bongarrà ) (ANSA) – ROMA, 23 GEN – Levata di scudi alla Camera contro una norma inserita nella legge comunitaria da un emendamento del leghista Gianni Fava che impone ai fornitori di servizi Internet di rimuovere dalla rete contenuti ritenuti illeciti determinando così una sorta di ‘censura’ al Web. Quella norma, spiegano Sandro Gozi e Silvia Velo, che hanno presentato un emendamento per sopprimerla, “crea una serie di distorsioni contrarie all’intento originario del legislatore europeo e italiano. “Il prestatore del servizio – spiegano – agendo in qualità  di mero intermediario, non ha la capacità  né il compito di accertarsi se i contenuti segnalati siano effettivamente illeciti. Fra l’altro questa segnalazione potrebbe essere fatta da ‘qualunque soggetto interessato’. Non devono essere imposti ai prestatori di servizio obblighi di identificazione e monitoraggio preventivo dal momento che ciò é in aperto contrasto con la normativa europea sul commercio elettronico e potrebbe avere gravi conseguenze in termini di libertà  di espressione e di sviluppo del mercato digitale italiano”. Durissima l’Idv: mentre Antonio Di Pietro intima un “giù le mani dalla Rete”, per Antonio Borghesi quella norma “é un tentativo di censura della rete”, che va “contro il web e la libertà  d’informazione. Ci auguriamo davvero di poterla fermare subito”. E di “bavaglio” da “allarme rosso” parlano Vincenzo Vita e Beppe Giulietti, secondo cui in base a questa norma “si rende possibile a qualsiasi utente chiedere la chiusura di un hosting provider, senza nessun ruolo affidato all’Agcom o alla magistratura”. Il che, a loro dire, “é un colpo ferale alla libertà  della rete anche in Italia”. E Per eliminare il ‘Sopa’ italiano fioccano gli emendamenti soppressivi da Pd, Idv e Fli. “Se qualcuno pensa che, per contrastare la pirateria e gli atti illeciti compiuti in Rete, si debba ridurre la libertà  di espressione degli utenti, limitare l’attività  dei principali operatori del web e introdurre un’insensata inversione dell’onere della prova sulla liceità  dei contenuti pubblicati, non ha capito molto di Internet, né di pirateria. E sicuramente non sa cos’é la libertà ”, sostiene la finiana Flavia Perina. (ANSA).