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25 gennaio 2012 | 17:41

Internet: privacy online, Commissione Ue approva ‘diritto a oblio’

(ASCA) – Roma, 25 gen – Svolta europea sulla privacy on line. La Commissione ha proposto oggi una riforma globale della normativa UE del 1995 in materia di protezione dei dati che contiene, fra le altre misure, anche quella del cosiddetto ‘diritto all’oblio’: chiunque potra’ cancellare definitivamente dal web i propri dati se non sussistono motivi legittimi per mantenerli. Fra i principali cambiamenti introdotti dalla riforma, saranno aboliti gli oneri amministrativi inutili, come le prescrizioni in materia di comunicazione a carico delle imprese, che risparmieranno cosi’ circa 2,3 miliardi di euro l’anno. Invece dell’attuale obbligo di notificare tutti i trattamenti alle autorita’ di protezione dei dati (inutilmente burocratico e che costa alle imprese 130 milioni di euro l’anno), il regolamento prevede maggiore responsabilita’ e un obbligo di rendicontazione per chi tratta i dati. Ad esempio, imprese e organizzazioni dovranno comunicare quanto prima (possibilmente entro 24 ore) alle autorita’ nazionali di controllo i casi di grave violazione dei dati. Le organizzazioni avranno a che fare con un’unica autorita’ nazionale di protezione dei dati nel paese dell’Unione in cui hanno il proprio stabilimento principale. Analogamente, sara’ possibile rivolgersi all’autorita’ di protezione dei dati del proprio paese, anche se i dati sono trattati da un’impresa con sede fuori dell’Unione. Ogniqualvolta sara’ necessario il consenso per trattare i dati, occorrera’ chiederlo esplicitamente: il consenso non puo’ essere presunto. Sara’ piu’ facile accedere ai propri dati personali e sara’ agevolato anche il trasferimento dei dati da un fornitore di servizi a un altro (diritto alla portabilita’ dei dati), il che comportera’ un miglioramento della concorrenza tra i servizi. Le norme UE si applicheranno anche ai dati personali trattati all’estero da imprese che sono attive sul mercato unico e offrono servizi ai cittadini dell’Unione. Le autorita’ nazionali indipendenti di protezione dei dati avranno maggiori poteri in modo da applicare meglio le norme UE nei rispettivi paesi. Potranno ad esempio comminare, alle imprese che violano il diritto dell’Unione, sanzioni pecuniarie; complessivamente si potrebbero raggiungere somme fino a 1 milione di euro o pari persino al 2% del fatturato mondiale annuo. ”Solo 17 anni fa nemmeno l’1% degli europei sapeva usare Internet. Oggi non si contano i dati personali trasferiti e scambiati attraverso i continenti e per l’intero globo in qualche frazione di secondo”, ha dichiarato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria UE per la Giustizia. ”La protezione dei dati personali e’ un diritto fondamentale di tutti gli europei, eppure non sempre i cittadini sentono di avere il pieno controllo dei propri dati. Le nostre proposte creeranno fiducia nei servizi on line visto che saremo tutti piu’ informati sui nostri diritti e avremo un maggiore controllo di tali informazioni”. Le proposte della Commissione passano ora al Parlamento europeo e agli Stati membri dell’Unione (riuniti in sede di Consiglio dei Ministri) per discussione e, una volta adottate, entreranno in vigore fra almeno due anni.