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27 gennaio 2012 | 9:30

L’audience è in linea

L’ultimo colpo di coda prima di scomparire definitivamente, Audiradio l’ha tirato il 21 dicembre inviando ai suoi ex soci una e-mail con il resoconto finale dell’ultimo anno di attività , il 2010. Un dato molto vecchio e quasi inutilizzabile sul mercato pubblicitario che ricompare come risultato dell’ultima riunione tra i litigiosi soci della società  di rilevazione dell’audience.
Quando è stata decisa la liquidazione di Audiradio tra Rai, Gruppo 24 Ore, Mondadori e Gruppo Editoriale L’Espresso era stato infatti condiviso una specie di gentlemen agreement per evitare la diffusione di questi dati. In pratica, pur di mettere fine all’agonia della società  stremata da una lotta tra le inconciliabili posizioni pubbliche e private, RadioRai ha acconsentito alla distribuzione dei dati ricevendo in cambio la rassicurazione che su questi si sarebbe tenuto il massimo riserbo. Qualcosa però deve essere andato storto perché all’inizio dell’anno sono iniziate le prime falle tra i big.
“Oltre che vecchi e inservibili questi dati sono illegittimi perché raccolti con un metodo non previsto per le emittenti nazionali”, dice Michele Gulinucci, responsabile palinsesto e ricerche di RadioRai che si fa da portavoce del malcontento di Via Asiago. “Non è una questione di numeri, visto che i nostri canali hanno registrato risultati in linea con quelli precedenti, ma di opportunità . Pubblicare quei dati è strumentale e quasi comico, un modo per riaccendere una polemica che speravamo fosse definitivamente chiusa. È ora di smetterla di guardare al passato e di rivolgersi al futuro. Aspettiamo che l’Agcom, presso cui abbiamo da tempo depositato un progetto per il post-Audiradio, individui una soluzione condivisa e innovativa che noi auspichiamo adotti una metodologia che preveda l’uso di un meter e includa le nuove forme di fruizione digitali. La speranza è che tramonti presto il feticcio della Cati, l’indagine telefonica i cui limiti sono arcinoti. Purtroppo, però, i segnali che arrivano sul fronte Gfk Eurisko non sono tranquillizzanti”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 424 – gennaio 2012