Protagonisti del mese, Scelte del mese

27 gennaio 2012 | 9:26

Benvenuti al Sud targato Fiat

Più di cento giornalisti, molti di testate internazionali, sono arrivati nella mattinata del 14 dicembre a Pomigliano d’Arco per la presentazione della terza generazione della Panda, subito dopo la visita fatta di buon’ora dal ministro del Welfare Elsa Fornero e da quelli dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e della Coesione territoriale, Fabrizio Barca.
Al centro dell’evento c’era la citycar, da sempre uno dei geni costitutivi il dna del gruppo (è la macchina a benzina più venduta in Italia e al top del suo segmento in Europa), ma coprotagonisti della giornata – come nello spot che accompagnerà  il lancio della vettura – sono stati i lavoratori e lo stabilimento Giambattista Vico, riattrezzato completamente a 17 mesi dal lacerante referendum sindacale sul nuovo contratto dell’automobile proposto dall’amministratore delegato Sergio Marchionne e sottoscritto da Fim Cisl e Uilm Uil, ma non dalla Fiom Cgil. Una vicenda sindacale ben al di là  dalla conclusione, nella quale la Fiat con la presentazione della Panda ha voluto marcare un bel po’ di punti a suo favore dal punto di vista mediatico. Ne erano consapevoli anche le centinaia di metalmeccanici della Fiom e dei Cobas che per ricordare le loro ragioni si erano riuniti con striscioni e bandiere a poche centinaia di metri dallo stabilimento tenuti sott’occhio da un manipolo di poliziotti.Una grande occasione di comunicazione gestita dai responsabili di Fiat Automobiles Group per rimarcare l’impegno concreto dell’azienda automobilistica torinese in Campania e messa in piedi con una regia attenta ai minimi particolari, a partire dal viaggio fatto fare ai rappresentanti del mondo dell’informazione (molti dei quali decisamente antipatizzanti rispetto alle ultime scelte della Fiat), imbarcati sui pullman e fatti viaggiare attraverso la desolazione degli impianti abbandonati alla periferia di Napoli, simbolo di una regione, la Campania, che dal 2007 al 2010 ha perso 135mila posti di lavoro e che da quattro anni è in fondo alla classifica nazionale in quanto a Pil (zavorrata soprattutto dai dati delle province napoletana e casertana).

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 424 – gennaio 2012