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Il futuro non aspetta

Prima Comunicazione, n. 424, Gennaio 2012

“Le proposte che abbiamo presentato al governo non costeranno un solo centesimo al contribuente ma avranno un impatto economico di dieci miliardi di euro”. Lo assicura Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale, l’associazione che rappresenta le maggiori aziende italiane di tlc, informatica e consumer electronic.
Il presupposto da cui parte Parisi è questo: “Più si diffonde l’economia digitale, più si possono affrontare i problemi di cui soffre la nostra economia: bassa produttività, bassa crescita e controllo della finanza pubblica”.
Al primo posto, tra le proposte avanzate da Confindustria Digitale, lo ‘switch off’ delle attività della pubblica amministrazione. “Noi proponiamo che venga digitalizzata tutta una serie di attività e adempimenti, come l’iscrizione scolastica, la pagella, la carta di identità, le ricette mediche e il fascicolo sanitario. Spostare sul web questi dati, da un lato spingerebbe le famiglie italiane a connettersi a Internet, superando il gap che c’è con altri Paesi europei, dall’altro lato aiuterebbe la trasparenza, ferme restando le norme sulla privacy”.
La digitalizzazione permetterebbe notevoli risparmi sul fronte della spesa sanitaria, spiega il presidente di Confindustria Digitale: “Se la prescrizione dei farmaci viene fatta su Internet è possibile controllare ogni singolo medico di base e intercettare le ricette improprie; è uno dei tanti sistemi che permette di tenere sotto controllo la spesa, rendendo al contempo più fluido ed efficiente il sistema”.
Tra le proposte illustrate da Parisi ci sono il superamento del digital divide, in particolare nei distretti industriali; la riforma del quadro normativo sul diritto d’autore per l’ambiente digitale; la defiscalizzazione degli investimenti fatti nelle start up per favorire lo sviluppo del venture capital e la lotta all’evasione. Quest’ultima, sostiene Parisi, si può fare senza blitz spettacolari, ma semplicemente “incrociando i dati delle banche dati esistenti, che devono però essere collegate; oggi il 70% delle banche dati della pubblica amministrazione centrale non è interconnesso”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 424 - gennaio 2012


Commenti / 1

  1. Rinaldo Panucci

    Sono pienamente daccordo sui temi affrontati. Penso che gli imprenditori italiani debbano cogliere il cambiamento in atto che sta modificando sostanzialmente il modo di fare impresa. Non vi è alcun dubbio che l’elemento che sta facendo la differenza con il passato è rappresentato dall’uso di internet e delle nuove tecnologie digitali ad esso coonnesse. Il sito Fotografie Turismo Italia, che rappresento, ideato e strutturato per la Promozione del Turismo in Italia e del Made in Italy, fonda la sua mission sulla grande opportunità di internet di penetrare il mercato di competenza e cavalvare il trend positivo in atto che, secondo diversi report di settore, è destinato a durare diversi anni.

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