Protagonisti del mese, Scelte del mese

27 gennaio 2012 | 9:27

La diagnosi è difficile

I manager e gli esperti della pubblicità  su un dato sono d’accordo: il 2012 sarà  un anno molto difficile per tutto il settore ma anche con qualche possibilità  di pareggiare il risultato del 2011, che la maggior parte degli osservatori specializzati e le pesature dei centri media stanno stimando in saldo negativo superiore al 3% rispetto al 2010. Molto dipenderà  dall’andamento dell’economia e dei consumi, da variabili su cui gli operatori possono solo parzialmente influire.
E così tutte le previsioni rilasciate hanno – tra le istruzioni per l’uso, come premessa fondamentale – il fatto che se gli istituti che decidono il rating dei Paesi e i poteri veramente forti a livello internazionale decideranno o favoriranno sconquassi, guerre, tracolli o altri disastri, poco potrà  fare la pubblicità  per invertire tendenze e rimarginare ferite profonde. Anche se le cose dovessero andare normalmente, le attese sono tutt’altro che esaltanti.
“La nostra ipotesi più ottimistica prevede che il 2012 chiuda come il 2011, che stimiamo in flessione tra i tre e i quattro punti percentuali rispetto al 2010″, esordisce Giovanna Maggioni. Il direttore generale dell’Upa, chiamata a delineare cosa accadrà  nel mercato della pubblicità  nei prossimi mesi, dice che è sbagliato sorprendersi: “Siamo perfettamente in linea con anni che – lo avevamo già  detto – probabilmente saranno di crescita zero o di leggera decrescita”.
Il ‘pareggio’ del 2012, precisa la Maggioni, non è affatto scontato. “Se l’andamento degli investimenti rimarrà  ancora a lungo come quello, molto negativo, degli ultimi mesi, allora è quasi sicuro che non si raggiungerà  il pari”.
Aegis Media non si discosta dall’alea indicata dall’Upa e stima la chiusura del 2011 a -3,4%. Paolo Stucchi, ceo di Vizeum e chief strategic officer di Aegis Media, riesce a vedere anche il lato buono. “Alla fine l’anno passato si è rimasti sopra il risultato del 2009, che rimane così l’annus horribilis per eccellenza in questa serie storica sfortunata”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 424 – gennaio   2012