Scelte del mese

27 gennaio 2012 | 9:32

Facebank

Il settore bancario, che dalla crisi dei mutui subprime in poi ha visto crollare in tanti Paesi la propria credibilità , sta sperimentando anche il canale di Facebook sia per riguadagnare la fiducia persa (solo il 24% degli italiani si fida di banche e assicurazioni secondo un sondaggio Gfk) sia per conquistare nuova clientela.
Una banca che apre una pagina Facebook pensando solo di postare messaggi pubblicitari, senza un reale coinvolgimento dei fan, è destinata a fallire la sua missione social, perché gli iscritti alle fanpage di rado condividono messaggi pubblicitari con i propri amici, anzi, dopo un po’, si cancellano dalla pagina.
Uno studio condotto dal Monte dei Paschi di Siena sul mercato italiano stima in dieci milioni i giovani di età  compresa fra 15 e 29 anni, circa il 16% della popolazione nazionale, una generazione nativa digitale il cui peso nei ricavi delle banche dovrebbe crescere nei prossimi anni a un valore di circa 135 miliardi di euro. Il 40% di questo target ha uno smartphone e quasi il 90% dei giovani che navigano in Internet è iscritto a Facebook. Circa il 90% di questi consumatori possiede un conto corrente e rappresenta il 20% della clientela bancaria. Ecco come mai la competizione tra istituti di credito si gioca più sul terreno del web 2.0 piuttosto che sul canale retail tradizionale.
Il crescente interesse delle banche verso Facebook ha anche innescato il dubbio che le istituzioni finanziarie in un prossimo futuro possano utilizzare i dati dei social network per profilare la clientela.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 424 – gennaio   2012