Comunicazione, Editoria

30 gennaio 2012 | 10:58

CHIESA: BAGNASCO, BANALIZZAZIONE TRAGEDIE DA MEDIA E’ DISEDUCATIVA

(AGI) – Genova, 28 gen. – “La banalizzazione” da parte dei media “nell’affrontare i problemi, anche i piu’ tragici, e’ veramente diseducativa e irrispettosa”. Cosi’ il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, a margine dell’incontro con gli operatori della comunicazione, per la ricorrenza di San Francesco Di Sales. “La categoria della banalizzazione – ha affermato il porporato – si puo’ applicare a tutto, tragicamente, e lo vediamo, non soltanto negli ultimi tempi, ma sempre, negli anni. Quante volte, parlando con persone professioniste, competenti, a tutti i livelli, si e’ parlato e si e’ convenuto su questo modo di approcciare i problemi, anche piu’ tragici, con una banalizzazione che e’ veramente diseducativa e irrispettosa. L’invito – ha proseguito il cardinale Bagnasco – e’ non soltanto ad elevare il gusto per la verita’, ma anche ad essere piu’ educativi nel trattare le tragedie umane, qualunque esse siano. Tutto quello che, purtroppo, fa parte della storia, della vita di ieri e di oggi, deve essere certamente affrontato come informazione, questo e’ un diritto e un dovere, ma – ha concluso – il modo deve essere il piu’ possibile corretto e non banalizzante”. “Il fatto di dire ‘noi diamo alla gente quello che la gente chiede’ – ha aggiunto il cardinale Bagnasco – a mio parere e’ soltanto una gistificazione impropria. Non mi pare che sia del tutto vero e, soprattutto, non e’ motivato. Questo mi si diceva per motivare, se non per giustificare, cose che vengono definite ‘spazzatura’, meno nobili. Pensiamo a certi spettacoli nel mondo, in televisione, su internet e cosi’ via”. Al contrario, secondo il porporato “la gente, a certo momento, si stufa, reagisce a tutto cio’ che viene proposto, o propinato, a quella cultura della banalita’, che poi diventa una forma di desocializzazione, che corrompe il sentire. La gente non vuole essere corrotta interiormente, perche’ gia’ ha visto e vede dove portano i frutti di una corruzione interiore morale, spirituale, intellettuale: non portano alla felicita’ ma al peggio”. Secondo il cardinale Bagnasco, “la gente, di fronte a proposte piu ‘alte e nobili, non e’ vero che e’ indifferente, non e’ vero – ha concluso – che non paga”. (AGI)