Comunicazione

30 gennaio 2012 | 11:26

Turchia/Ancora sotto accusa per libertà  stampa,Erdogan si difende

Premier: Giornalisti appoggiano i golpe

Istanbul, 27 gen. (TMNews) – Torna in primo piano il dibattito sulla libertà  di stampa in Turchia, dopo la nuova sonora bocciatura, questa volta di Reporters sans Frontieres, e la vivace presa di posizione del premier Recep Tayyip Erdogan, che ha difeso a spada tratta il suo paese, sostenendo che i giornalisti finiti in carcere nei mesi scorsi sono golpisti. Nei giorni la ong con base a Parigi ha pubblicato una classifica sulla libertà  di stampa in cui la Turchia nel 2011 ha perso 10 posti rispetto all’anno precedente, finendo 148ma su una classifica di 179 Paesi, peggio della Russia, al posto 142, e seguita dall’Afghanistan. Sotto accusa gli arresti e i licenziamenti eccellenti nel settore dei media. Il rapporto descrive una Turchia “lontana dal mantenere le riforme promesse, dove il sistema giudiziario ha lanciato un’ondata di arresti senza precedenti dai tempi della dittatura militare”. Una pessima pubblicità  per un paese che ha fatto della democrazia una bandiera, si candida a potenza regionale e spera ancora di entrare nella Ue. “La Turchia non merita l’immagine negativa offerta al mondo dall’opposizione e da alcuni giornalisti e scrittori” ha subito reagito il premier, aggiungendo che il suo partito Akp, “non ha mai cercato vendetta nei confronti dei media ostili”. Erdogan ha anche detto che verranno lasciate cadere le indagini nei confronti dei giornalisti accusati di reati che prevedono pene inferiori a 5 anni di carcere. Si tratta i reati connessi alla pratica giornalistica, da cui rimangono fuori gran parte dei quasi cento reporter in carcere, accusati di avere collusioni con organizzazioni golpiste o terroristiche curde.