Comunicazione, Editoria

30 gennaio 2012 | 15:56

GIORNALISTI: VESCOVO TORINO, NON CEDERE MAI A SUPERFICIALITA’

(AGI) – Torino, 30 gen. – “Il vostro e’ un lavoro delicato e sempre piu’ sottoposto a pressioni contrapposte: quella del mercato e dell’audience e quella del rispetto delle verita’ e delle persone trattate nei vostri servizi, ma caratterizzato anche dal rapporto interno al vostro ambiente non sempre cosi’ trasparente e sereno tra colleghi o con i rispettivi capi”. Cosi’ l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia che, oggi, ha incontrato i giornalisti in occasione della festa del patrono San Francesco di Sales. Ai giornalisti, monsignor Nosiglia raccomanda, dunque, “di non cedere mai alla superficialita’ e di verificare le fonti delle informazioni senza affidarsi solo alle ‘voci’ che circolano nei diversi ambienti da cui provengono poi notizie non vere e a volte frutto solo di strumentali posizioni di parte”. E ancora: “Ho sempre pensato e lo credo ancora che la professione di giornalista venga scelta e vissuta come una vocazione. Un giornalista coscienzioso, credente o meno, sa che la sua professione risponde a criteri anche etici e spirituali, che ne qualificano lo svolgimento sotto il profilo non solo delle competenze acquisite, ma anche sul piano dei valori da accogliere e vivere secondo un codice, che regola le finalita’ e le modalita’ stesse del proprio lavoro”. “Ognuno di voi – ha aggiunto – sa bene che oggi diventa sempre piu’ forte l’influsso dei mass media, in specie quelli piu’ moderni e avanzati, sulla mentalita’ e sul costume di vita della gente, per cui se si seminano notizie, immagini e messaggi di un certo tipo, si orientano i comportamenti di tante persone e i loro giudizi sui fatti e persone”. Monsignor Nosiglia ha sottolineato, inoltre, che “nella cultura debole e veloce del nostro tempo, viene sempre meno l’attenzione a verificare la fonte delle notizie e a garantirsi dalla menzogna o da una non piena verita’. Di fatto, spesso ci si trova impotenti di fronte al diffondersi di notizie e servizi, che accentuano, in modo unilaterale, scampoli di opinioni, che vengono assunti come assoluti e propagandati come dogmi. Per non parlare delle campagne orchestrate ad arte per cui ci sono i filoni di articoli e di messaggi che, in vario modo, vengono offerti da tutti i mass media e che insistono a lungo per confermare tesi precostituite che, di fatto, poi si rivelano fasulle o non del tutto vere, ma che ormai sono di dominio comune e non si puo’ facilmente modificare”. Per questo, ha concluso, “occorre possedere una coscienza formata ed una professionalita’ solida, che mai si svende al primo e piu’ redditizio offerente, sia pure lo sponsor di turno del giornale o della televisione o della radio”.(AGI)