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31 gennaio 2012 | 12:55

INTERNET: ENTRO 2016 IMPATTO WEB-ECONOMY A QUOTA 4,2 MLD

DAVOS, RAPPORTO GOOGLE-BCG, META’POPOLAZIONE SARA’ATTIVA ONLINE

(di Titti Santamato) (ANSA) – ROMA, 27 GEN – Entro il 2016 l’Internet economy nei paesi del G-20 raggiungerà  i 4.200 miliardi di dollari, quasi raddoppiati rispetto ai 2.300 di fine 2010. Volano della crescita sarà  l’aumento della popolazione attiva online che passerà  dai 1,9 miliardi del 2010 a circa 3 miliardi nel 2016 (il 45% dell’intera popolazione mondiale). Sono questi i dati principali contenuti in uno studio presentato oggi al World Economic Forum di Davos da Google e il Boston Consulting Group che esortano governi e aziende a fissare un “bilancio digitale”. Lo studio, intitolato ‘The Digital Manifesto: How Companies and Countries Can Win in the Digital Economy’, è il risultato di 14 approfondimenti locali commissionati dal colosso del web al Boston Consulting nel corso del 2011 e mette in rilievo come l’economia subirà  profondi mutamenti nei prossimi cinque anni. “Nessun paese o azienda può ignorare questo sviluppo. Il ‘nuovo’ Internet non è solo quello occidentale, in cui si accede da pc. Ma è ora globale, ubiquo e partecipativo”, dice David Dean, coautore del report che esorta paesi e aziende a creare una sorta di ‘bilancio digitale’ che offra un’agenda a dirigenti e politici. Lo studio fissa poi alcuni fattori di cambiamento importanti nell’uso e nella natura del web, a partire dall’accessibilità  dei dispostivi (vent’anni fa l’uso era ristretto a benestanti, ora è praticamente ovunque) al passaggio dal computer al mobile (entro il 2016 il mobile, in particolar modo gli smartphone, saranno diffusi nell’80% della popolazione del G-20). Tra i fattori principali di cambiamento anche lo sviluppo dei mercati emergenti e la maggiore partecipazione che la rete consente. Per quanto riguarda il primo punto, entro il 2016 il 70% di chi usa il web verrà  proprio dai mercati emergenti, contro il 56% del 2010. La Cina avrà  circa 800 milioni di utenti, cioé la somma di Francia, Germania, India, Giappone e Stati Uniti. Il secondo punto mette invece l’accento sui social media come fattori di cambiamento della comunicazione globale. Paesi come l’Argentina, il Brasile, l’Indonesia e il Messico stanno andando dritti in questa direzione con più del 90% della popolazione impegnata nei media sociali e nella condivisione di contenuti. “Comprendere il potenziale economico del web dovrebbe rappresentare una priorità  per tutti i leader di oggi. Il Digital Manifesto sottolinea le enormi opportunità  che si aprono per paesi e aziende nell’andare online e raccogliere i frutti di un’epoca di dati”, osserva Patrick Pichette senior vice-president di Google. Secondo lo studio i consumatori iniziano anche ad avere benefici economici da Internet. Nei paesi del G-20, ad esempio, 1.3 miliardi di dollari di merci è stato cercato online prima di essere commercializzato offline. E le aziende che fanno un uso massiccio del web, inclusi i social media, crescono più velocemente delle altre. Negli Stati Uniti, la crescita è pari al 17% per i prossimi tre anni, contro il 12% delle aziende che non usano molto la rete. “Siamo ancora all’inizio della presa di coscienza delle potenzialità  di Internet. Per competere, le aziende devono rafforzare il loro bilancio digitale”, osserva Paul Zwillenberg, che ha contribuito alla ricerca, che esorta i governi a intraprendere azioni che supportino piuttosto che impedire il progresso. “Nel fissare delle politiche – conclude – i governi dovrebbero essere guidati dalla necessità  di incoraggiare la crescita, l’innovazione e le scelte dei consumatori piuttosto che il dogma. In tante aree i governi dovrebbero lasciare che il mercato decida i vincitori e i perdenti”. (ANSA)