RAI: SASSOLI (UPA), E’ GARANZIA DEMOCRATICA, VA PRESERVATA

(AGI) – Roma, 1 mar. – “La Rai va preservata come servizio pubblico perche’ rappresenta una garanzia democratica ed e’ uno dei migliori veicoli per animare il pluralismo. Va difesa in quanto e’ la nostra maggiore industria culturale in cui si e’ specchiata per oltre 50 anni la vita pubblica e privata del Paese”. Lo dichiara Lorenzo Sassoli De Bianchi, presidente di UPA (Utenti Pubblicita’ Associati), ospite di KlausCondicio, il salotto tv di Klaus Davi in onda su YouTube. Sassoli dice anche “urge una riforma. La Rai e’ un’azienda con enormi potenzialita’: e’ stato il grande collante culturale del Paese ed ha al suo interno un eccezionale patrimonio di conoscenze e risorse umane. E’ un peccato che nel tempo si sia prodotto sempre piu’ all’esterno invece di valorizzare le professionalita’ interne all’azienda. Purtroppo assistiamo a uno scadimento generale, un processo di burocratizzazione eccessiva, professionalita’ sottovalutate e, soprattutto, una caduta di progettualita’. L’appello che rivolgo al governo e’ quello di intervenire nella maniera piu’ radicale possibile, cercando di porre filtri alla pesante ingerenza della politica che e’ alla base della distorsione dei fini istituzionali della Rai. La riforma e’ improcrastinabile”. Per Sassoli De Bianchi “il problema non sono le persone, ma i condizionamenti e le pesanti ingerenze della politica. I nodi da sciogliere stanno a monte. Vanno risolti con una riforma partendo dalle regole di governance, ecco perche’ abbiamo proposto di conferire la Rai ad una Fondazione, come avvenuto per la BBC, che sia rappresentativa delle realta’ non solo politiche, ma anche culturali, economiche e sociali del Paese”. Aggiunge quindi che la Rai “ha la possibilita’ di poter contare sul valore aggiunto offerto dalle sedi regionali: valorizzare la realta’ territoriale e’ parte integrante del servizio pubblico. I dialetti sono lingue vive, le radici culturali vanno valorizzate, anche in un mondo globalizzato”. Il presidente dell’UPA dice inoltre che “la narrazione e’ l’unico strumento con cui oggi e’ possibile interessare il pubblico. Per cui tutto cio’ che narra la realta’, l’evoluzione della societa’, i nuovi fermenti culturali e sociali e i nuovi stili di vita rappresenta, a mio parere, una strada da percorrere”, senza escludere il mondo gay o extracomunitario. Inoltre, “non entro nel merito dei contenuti editoriali, osservo che anche la televisione e’ soggetta a cicli. I reality, ad esempio, hanno attraversato un decennio di grande successo che si sta esaurendo. In questo momento il fenomeno piu’ interessante sul piano culturale sono le serie televisive. Negli Usa vengono considerate una forma di letteratura contemporanea. Alle fiction Usa lavorano i migliori sceneggiatori, i migliori registi, i migliori attori. In questo settore la Rai ha una grande tradizione, ma purtroppo e’ diventata piu’ broker che produttore di fiction di qualita’. Penso che rilanciare questo settore rappresenti una grande opportunita’ anche per promuovere il sistema-Paese all’estero. Nel mondo ci sono milioni di persone che sognerebbero di ritornare alle loro radici con programmi in italiano”. C’e’ da dire che proprio ieri pero’ il direttore generale Rai, Lorenza Lei, in commissione di Vigilanza ha parlato di piano fiction ormai pronto, con riassetto avviato e con attenzione marcata alla produzione interna. Sassoli De Bianchi parla anche dei tg Rai: “Ci sono ottime professionalita’. Oggi bisogna anche tenere conto dei ritmi della notizia, di come siano cambiati i linguaggi e di come si sia modificata la dieta mediatica degli utenti. La Rai fa una buona informazione. I tg li guardo tutti per mestiere”, e che e’ “premiante una linea editoriale chiara. Il buon giornalismo non e’ solo quello che trasmette un’informazione asettica, ma anche quello che interpreta l’informazione. Questa e’ la responsabilita’ del giornalista”. (AGI)

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