Comunicazione

06 marzo 2012 | 17:17

Russia/ Mosca bacchetta ambasciatore Usa su Twitter

Ministero Esteri contro critiche McFaul ad arresti oppositori
Roma, 6 mar. (TMNews) – Mosca si rivolge a Twitter per denunciare un precedente tweet comparso sul social media a firma dell’ambasciatore Usa in Russia sul trattamento brusco riservato dalla polizia agli attivisti che tentavano di mettere in scena un sit-in di protesta contro la rielezione di Vladimir Putin alla presidenza. Lo scambio di battute frizzanti tra il ministero e l’ambasciatore Michael McFaul è seguito all’arresto di oltre 600 dimostranti a Mosca e San Pietroburgo, ieri sera, dopo il trionfo elettorale di Putin.
Tutti i dimostranti sono stati rilasciati in nottata, ma vari leader della protesta, che hanno promosso un sit-in a piazza Pushkin, nel centro di Mosca, rischiano pene fino a 15 giorni di carcere. “Preoccupante assistere agli arresti di dimostranti pacifici in piazza Pushkin” ha twittato ieri sera McFaul dopo che la polizia in assetto antisommossa ha caricato per disperdere la manifestazione dedicata a “libertà  di riunione e libertà  di espressione valori universali”. McFaul è l’artefice della politica del ‘reset’ della relazioni Usa-Russia promossa dal presidente Usa Barack Obama e dal presidente russo uscente Dmitri Medvedev. Ma il suo incontro con i rappresentanti dell’opposizione russa subito dopo il suo arrivo a Mosca da ambasciatore a gennaio ha irritato non poco il Cremlino. La replica russa all’utente Twitter @McFaul è stata rapida e mordace. “La polizia su piazza Pushkin è stata molte volte più umana di ciò che abbiamo visto nella dispersione delle proteste di Occupy Wall Street e delle tendopoli” ha affermato il ministero degli Esteri. Replica furiosa anche del consigliere economico del presidente Dmitri Medvedev, Arkady Dvorkovich: “E la detenzione dei dimostranti negli Usa, questo è normale?” ha chiesto Dvorkovich.
Il ritorno di Putin al Cremlino dopo il periodo 2000-2008 è stato preceduto da accuse al Dipartimento di Stato Usa di alimentare le proteste.
(fonte Afp)