Giornalisti: Iacopino, battaglia su equo compenso non conclusa

(ASCA) – Roma, 9 mar – Il presidente del Cnog, Enzo Iacopino, ha invitato ad essere prudenti e a non dare per conclusa la battaglia sulla approvazione della legge sull’equo compenso. In una nota Iacopino sotiene che prudenza e’ necessaria ”non solo perche’ in queste ultime settimane non pochi hanno tentato di stravolgere le norme, sollecitando modifiche significative (ed e’ questo che ha imposto di mantenere il riserbo) ma anche perche’ c’e’ il dovere di non alimentare illusioni. Queste norme – rileva – sono certamente molto importanti, soprattutto se collegate con la Carta di Firenze. Ma se non ci sara’ quella collaborazione, fin qui mancata, da parte dei colleghi a vario titolo garantiti nelle redazioni le norme rimarranno solo la testimonianza della possibilita’ di moralizzazione in un mondo che e’ diventato terreno di scorrerie”. Per Iacopino ”il problema non e’ rilasciare dichiarazioni o organizzare manifestazioni (importanti, ma che finiscono arrotolando le bandiere) ma trasmettere agli Ordini regionali, che sapranno fare il loro dovere, le segnalazioni sulle violazioni della Carta di Firenze e di quella che sara’ la legge sull’equo compenso. Fino ad oggi ne’ singoli ne’ organismi di rappresentanza, che pur godono di tutele di legge, hanno segnalato quei comportamenti indecenti che violano la Carta di Firenze, in vigore dal 1 gennaio 2012. Ma le redazioni continuano ad avvalersi di colleghi prepensionati che a volte fanno perfino lavoro di desk e i colleghi precari continuano ad essere retribuiti con pochi euro, come ha recentemente denunciato una ricerca di Errori di stampa: per mille euro non basta il lavoro di un mese ma occorono 40 giorni. Una vergogna”.

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