Editoria/ Usa, case editrici e Apple nel mirino per prezzi e-Book

Dipartimento Giustizia accusa: cartello per gonfiare prezzi
Roma, 8 mar. (TMNews) – Cinque case editrici statunitensi sono finite nel mirino del Dipartimento della Giustizia per aver fatto cartello allo scopo di alzare i prezzi degli e-book: è quanto riporta il quotidiano statunitense The Wall Street Journal. Gli editori coinvolti sono Simon and Schuster, Hachette, Penguin Usa, Macmillan e HarperCollins; nella querelle potrebbe finire però anche la Apple, dato il suo ruolo nello stabilire i prezzi di vendita dei “libri elettronici”. Il caso è sorto perché gli e-Book sono sottoposti ad un regime di vendita diverso dai libri tradizionali: questi ultimi vengono infatti venduti a un prezzo all’ingrosso deciso dagli editori (circa la metà  del prezzo di copertina) al quale si aggiunge il margine del venditore. Gli e-Book invece sono offerti tramite il “modello agenzia”, suggerito a suo tempo da Steve Jobs: ovvero, le case editrici stabiliscono direttamente il prezzo finale, di cui il venditore ottiene il 30%. Secondo il Wsj il metodo era stato adottato dalla Apple per impedire ad altri retailer come Amazon – che praticava una politica di prezzi molto aggressiva – di dominare il mercato grazie ai forti sconti: il risultato però è stato quello di far diventare gli e-Book più costosi, motivo per cui il Dipartimento ha deciso di aprire un’inchiesta.

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