PEDOFILIA: TELEFONO AZZURRO, CONTINUA LA LOTTA ONLINE

(AGI) – Roma, 8 mar. – “Sono numeri inquietanti quelli evidenziati dalla maxioperazione della Procura della Repubblica di Firenze che ha sgominato una vasta rete di pedofili on line. I dieci arresti in Italia, Usa, Francia e Portogallo e i 112 indagati, ci ricordano che i social network e il web non possono essere una giungla senza regole e non bisogna mai abbassare la guardia nel contrasto a fenomeni che vedono i piu’ piccoli vittime di atroci violenze e abusi, da parte di un nemico che troppo spesso si insidia nella rete”. Cosi’ Ernesto Caffo, Presidente di SOS Telefono Azzurro Onlus, commenta l’operazione internazionale denominata “Operazione Nanny” che, condotta in 28 Paesi nel mondo, ha portato alla luce un vero e proprio network di pedofili, attivi via web nell’abuso di minori, anche neonati e che aveva tra i suoi promotori un cittadino italiano. “Telefono Azzurro – continua Caffo – ha deciso di dare il suo contributo nella lotta al fenomeno attraverso la stessa rete: non solo, infatti, sul sito www.azzurro.it e’ attiva la sezione “Clicca e segnala”, dedicata alla denuncia di materiale pedopornografico in cui puo’ imbattersi chi naviga in internet ma, grazie anche ead un Protocollo d’Intesa firmato con la Polizia delle Telecomunicazioni, le segnalazioni a noi pervenute, inerenti casi di pedopornografia on line, sono immediatamente segnalate e gestite dal Centro nazionale per il contrasto della pedo-pornografia su Internet della Polizia Postale. Costruire una rete di protezione dell’infanzia in Internet e’ la nostra migliore risposta al proliferare di quegli abusi, fisici o psicologici, che violano i diritti dei piu’ piccoli. (AGI)

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Il presidente iraniano Rohani: statue coperte? E’ solo un caso giornalistico

Padre Ciro Benedettini lascia la vicedirezione della sala stampa vaticana dopo 22 anni di servizio

Convocata per le 14:30 di oggi un’assemblea del Cdr di Rainews con Usigrai e Fnsi