INTERNET: A ROMA ARTIGIANI FUTURO, ‘ATOMO E’ NUOVO BIT’

COSTRUIRE CON WEB E STAMPANTE 3D. CHRIS ANDERSON, E’ RIVOLUZIONE

(di Titti Santamato) (ANSA) – ROMA, 9 MAR – Una stampante 3D che costruisce un violino ma anche una barriera corallina, un orologio che segnala gli spostamenti dei propri familiari grazie al twitterfeed, il finestrino della macchina che diventa interattivo come il display di un iPhone: benvenuti nella nuova rivoluzione industriale, quella dei ‘makers’, persone che hanno voglia di costruire e non hanno più bisogno di un brevetto e di una fabbrica. Trasformano le loro idee direttamente in oggetti grazie ad un pc, un software open source collegato a stampanti che modellano oggetti come una fresa o li costruiscono a strati, come un telaio. E’ quello che in gergo viene chiamato ‘l’internet delle cosé. “Questa è la terza rivoluzione industriale, l’atomo è il nuovo bit”, spiega Chris Anderson direttore di Wired Usa a Roma per Generazione Makers un evento che racconta chi sono i nuovi creativi digitali. “La rete crea un’esplosione di talenti, abbiamo liberato le idee e non c’é più bisogno di una fabbrica. Si può produrre con un click”, spiega Chris Anderson – mentre alle sua spalle scorre una slide dove le parole chiave sono open source, community, co-creation – che lancia anche un appello al nostro Paese. “Non c’é nessuna nazione al mondo dove la parola design abbia un significato così forte come qui. E questo è il momento giusto per l’Italia per diventare portabandiera del design democratico”, dice Anderson, mente geniale, che oltre a essere direttore di Wired Usa, è lui stesso un ‘maker’. Fabbrica droni a basso costo insieme ad un ingegnere di Tijuana conosciuto proprio grazie alle Rete. E il cuore del suo progetto è proprio italiano: si chiama Arduino, è un piccolo computer delle dimensioni di una carta di credito, creato nel 2004, che costa 26 euro. Un software aperto – e ora anche una community – che si collega al computer e diventa il cuore di una serie di oggetti (dagli strumenti musicali alle installazioni interattive per i musei, ai prodotti tecnologici, ai lettori di mp3). “Se fai design in questo secolo devi trasformare il web in cose”, sottolinea Massimo Banzi, uno degli inventori di Arduino (che prende il nome dal bar di Ivrea dove il gruppo di lavoro si incontrava per l’aperitivo) usato dal Mit di Boston, ma anche da Apple, Panasonic e Google, solo per citare alcuni colossi. Grazie alle infinite applicazioni di Arduino e alla mitica stampante Maker-Bot sono stati costruiti oggetti come un sensore per piante che via Twitter manda messaggi come ‘ho bisogno di acqua’; una giacca per andare in bicicletta con le frecce laterali che si illuminano quando devo svoltare a destra o sinistra. Arduino è da poco diventata a Torino un’officina per ‘makers’: “Andate a visitarla e copiatela!”, invita tutti Massimo Banzi. Tra le storie italiane che passano in rassegna a Generazione Makers quella di Simona Maschi che a Copenaghen ha co-fondato il Ciid, un centro di eccellenza nel design e nella ricerca (ha elaborato un finestrino per auto interattivo come un iPad); ma anche quella della famiglia fiorentina Cantini (ci lavora anche il nonno) che ha fondato la Kent’s’ Strapper creando prima un pantografo da materiali di recupero poi macchine per la stampa 3D. E c’é anche la bella storia di Enrico Dini da Pisa, una vita nel settore della robotica che da sei anni si dedica allo sviluppo di un prototipo di ‘stampante di case’. Ha costruito anche, sempre con la sua mega-stampante 3D, una barriera corallina per aiutare il ripopolamento dei mari. Culmine dell’evento il musicista ‘geek’ Sebastiano Frattini che suona Bach con il violino costruito proprio grazie ad una stampante tridimensionale, lo stesso messo in copertina da The Economist con il titolo ‘Print me a Stradivari’. “Do it yourself, è l’imperativo dei makers”, spiega Riccardo Luna, curatore dell’evento promosso da Asset Camera, Tecnopolo, in collaborazione con Tim e in media partnership con Altratv.tv. E mentre lo streaming va, il flusso dei tweet è cosi alto che fa balzare l’hashtag #makers12 al top di Twitter. (ANSA).

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