Editoria

09 marzo 2012 | 17:05

Fiom/ In piazza testate in crisi: ‘Liberazione’ e ‘il manifesto’

I primi: foglio autoprodotto; i secondi: diffusione straordinaria
Roma, 9 mar. (TMNews) – In piazza con la Fiom oggi a Roma hanno sfilato anche i giornalisti e poligrafici di Liberazione, quotidiano del Prc che chiuso dall’editore da gennaio, e il manifesto, quotidiano di cooperativa noprofit in profonda crisi. I dipendenti di Liberazione hanno distribuito gratuitamente in piazza un foglio autoprodotto, quale “ennesima iniziativa promossa da #OccupyLiberazione, l’assemblea di giornalisti e poligrafici che occupa la redazione di viale del Policlinico dal 28 dicembre scorso, in difesa del quotidiano e dei posti di lavoro”. I giornalisti de ‘il manifesto’ hanno invece girato per il corteo con 10mila volantini e oltre 3mila spillette distribuite per raccogliere fondi a sostegno del quotidiano. Il foglio di Liberazione, 4 pagine a colori interamente autofinanziate, percorre “con una serie di rapidi flash metodi ed esperienze di lotta al tempo della crisi globale”. Come la storia di ‘Eleftherotypia’ (‘Libertà  di stampa’), il giornale greco resuscitato dal fallimento dall’autogestione dei lavoratori, raccontata in uno dei pezzi del foglio autoprodotto.
“Proprio domani, 9 marzo – si spiega in una nota del comitato di redazione – Rifondazione comunista, il partito editore di Liberazione, avrebbe dovuto riprendere le pubblicazioni per raggiungere il numero minimo di uscite annue (250) necessario per chiedere secondo le leggi vigenti il contributo pubblico destinato ai quotidiani. Ma “non c’è traccia di ripresa del prodotto editoriale dopo la chiusura, anche questa unilaterale, dell’esperimento del giornale in Pdf prodotto come gesto di lotta dalla redazione occupante all’inizio di gennaio”.

Dal manifesto invece specificano che l’obiettivo della campagna di diffusione “è arrivare prima possibile a 25mila copie in edicola o diffuse in proprio. Dall’inizio della campagna, il 10 febbraio, siamo stabilmente oltre le 18mila copie e questo è un bene. Soprattutto perché ci sono punte molto superiori e a questi dati vanno comunque aggiunti oltre 4mila tra abbonamenti cartacei postali e pdf digitali”. Numeri che “per quanto significativi non consentono in alcun modo un segnale di cessato pericolo. Anzi.
Ogni giorno che passa la fragilità  amministrativa di un giornale commissariato e posto in liquidazione rende più difficile per noi farlo sempre meglio e per voi trovare un progetto-prodotto all’altezza delle aspettative e delle necessità . Non molliamo però”.