Editoria/ Salman Rushdie difende prezzo degli e-Book

Critiche a Stati Uniti ed Europa: “Nessun cartello editori”
Roma, 12 mar. (TMNews) – Salman Rushdie accorre in difesa della Apple e degli editori messi sotto inchiesta dal Dipartimento della Giustizia statunitensi per un presunto tentativo di gonfiare i prezzi degli e-Book: “Chiunque pensi che un sistema di prezzo equo che permette a un autore di guadagnarsi da vivere sia un cartello ritiene giusto comprare il lavoro di un’altra persona quasi gratis”.
Come riporta il quotidiano britannico The Daily Telegraph, Rushdie ha accusato gli Stati Uniti e l’Unione Europea – che ha avviato un’inchiesta simile già  l’anno scorso – di voler “distruggere il mondo del libro”. Cinque case editrici statunitensi – Simon and Schuster, Hachette, Penguin Usa, Macmillan e HarperCollins – sono infatti finite nel mirino del Dipartimento della Giustizia per aver fatto cartello allo scopo di alzare i prezzi degli e-book: nella querelle potrebbe finire anche la Apple, dato il suo ruolo nello stabilire i prezzi di vendita dei “libri elettronici”.
Il caso è sorto perché gli e-Book sono sottoposti ad un regime di vendita diverso dai libri tradizionali: questi ultimi vengono infatti venduti a un prezzo all’ingrosso deciso dagli editori (circa la metà  del prezzo di copertina) al quale si aggiunge il margine del venditore. Gli e-Book invece sono offerti tramite il “modello agenzia”, suggerito a suo tempo da Steve Jobs: ovvero, le case editrici stabiliscono direttamente il prezzo finale, di cui il venditore ottiene il 30%.
Il metodo sarebbe stato adottato dalla Apple per impedire ad altri retailer come Amazon – che praticava una politica di prezzi molto aggressiva – di dominare il mercato grazie ai forti sconti: il risultato però è stato quello di far diventare gli e-Book più costosi, motivo per cui il Dipartimento ha deciso di aprire un’inchiesta.

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