TV: LIORNI, ‘VITA IN DIRETTA’ NON E’ DOLORE E LACRIME

(ANSA) – SANREMO (IMPERIA), 11 MAR – Rifiuta con cortesia ma con convinzione l’etichetta di ‘tv del dolore’ appiccicata spesso alla ‘Vita in diretta’, Marco Liorni, a Sanremo per ritirare insieme con Mara Venier uno dei 10 riconoscimenti del Premio Tv 2012. “Non è così – dice il co-conduttore della trasmissione di Raiuno all’ANSA – la nostra non è certamente una tv del dolore e delle lacrime, ma quando il dolore c’è è giusto raccontarlo con misura ed equilibrio”. “Dietro le storie che raccontiamo a volte ci sono disagi profondi, questioni serie – sottolinea – parliamo di cose che interessano tutti dall’evasione fiscale, ai matrimoni gay, dalle politiche sociali fino ai temi con cui si confrontano le persone. E in più valorizziamo l’approfondimento. Trattiamo la cronaca nera in questo periodo solo quando c’È qualche novità  sui grandi fatti e comunque stiamo sempre attenti. L’unica cosa esclusa è il ‘teatrino’ della politica”. Ritiene che non ci siano pericoli in questa tipologia di programma? “Il pericolo – risponde Liorni, 46 anni, di Roma – È quello di non rendersi conto di essere in tv. Quando per esempio i furti in villa vengono messi in collegamento con gli stranieri e quindi si rischia di alimentare involontariamente forme di razzismo. Ma noi spieghiamo le ragioni di tutti e che nel caso di specie è ovvio che nulla c’entrano gli extracomunitari in generale. E’ chiaro dover dire che la stragrande maggioranza sono onesti”. E il suo futuro dove lo vede? “In Rai mi trovo benissimo, mi piacerebbe continuare con la ‘Vita in diretta’ e ci sono tanti progetti ma per ora non ho firmato nulla e quindi scaramanticamente non parlo di questo”.

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