Editoria, Televisione

13 marzo 2012 | 15:02

Rai/ Giudice: rimozione Minzolini immune da censure

Il provvedimento del giudice di Roma, Giovanni Mimmo
Roma, 13 mar. (TMNews) – Spetta solo alla Rai la valutazione dell’opportunità  di mantenere o meno Augusto Minzolini nel suo incarico di direttore del Tg1 dopo il rinvio a giudizio del giornalista per l’accusa di peculato. Lo afferma il giudice del lavoro Giovanni Mimmo nell’ordinanza con la quale ieri ha respinto il ricorso d’urgenza presentato dallo stesso Minzolini per ottenere il reintegro. “Il provvedimento contestato risulta immune da censure – si spiega in un passaggio – in quanto non può certamente ritenersi irragionevole la scelta dell’azienda di trasferire il direttore della testata giornalistica più importante a fronte di un rinvio a giudizio per peculato per fatti posti in essere proprio nell’esercizio di quelle specifiche funzioni. Infatti, la circostanza che la testata giornalistica più importante dell’azienda venga diretta da un soggetto che ha subito un rinvio a giudizio per peculato per fatti posti in essere proprio in relazione alla funzione di direttore, è potenzialmente idonea a gettare discredito nei confronti dell’azienda, rendendone così certamente opportuno un intervento”. A parere del giudice che ha respinto il ricordo di Minzolini “non risultano condivisibili le argomentazioni sviluppate dalla difesa del ricorrente secondo cui l’esigenza rappresentata dall’azienda sarebbe del tutto strumentale, come dimostrato dal fatto che in qualità  di responsabile dell’ufficio corrispondenza di New York apparirebbe in video in misura maggiore rispetto a quanto non avveniva nella sua qualità  di direttore”. Inoltre le “censure” collegate alla “presunta strumentalità  del provvedimento, volto unicamente a revocare l’incarico al ricorrente alla luce del diverso assetto politico che contemporaneamente ai fatti di causa si è instaurato, sono prive di rilevanza giuridica, dovendo il giudice valutare la legittimità  degli atti posti in essere dal datore di lavoro, senza che possano venire in rilievo sue eventuali riserve mentali, che come tali non hanno alcuna rilevanza”.