Internet/ Comune Milano lancia le App civiche, via entro 3 mesi

Si potrà , ad esempio, sapere dov’è parcheggio libero più vicino
Milano, 14 mar. (TMNews) – Il Comune di Milano pubblicherà  entro due mesi e mezzo al massimo sul proprio portale internet i primi blocchi di dati pubblici ma oggi non accessibili che serviranno a sviluppare una moltitudine di “App civiche” capaci di migliorare la vita dei cittadini. Lo ha promesso il vice direttore generale di Palazzo Marino, Sergio Mancuso, affiancato dal sindaco Giuliano Pisapia, durante un convegno all’Università  Bicocca. Le appliczioni permetteranno, per esempio, di trovare in tempo reale il posto libero più vicino per parcheggiare l’auto, sapere qual è il percorso tramviario meno trafficato o sapere se la palestra di quartiere è aperta la domenica.
Sono solo alcune delle possibili applicazione del progetto “Open data” che il Comune lascerà  alla libera iniziativa privata.
L’amministrazione, oltre a fornire i dati, si concentrerà  infatti nello sviluppo della rete di hot spot per l’accesso a internet gratuito (1.500 entro l’anno per una spesa di 6 milioni di euro) e nel trasferimento online di servizi oggi possibili solo allo sportello. Tutto il resto, anche con finalità  commerciali ma a partire da dati rigorosamente pubblici, sarà  frutto della fantasia degli sviluppatori.
E’ importante implementare la diffusione di internet – ha detto Pisapia -, la conoscenza dell’agenda digitale, degli open data, perché certamente l’innovazione può essere uno strumento importante per superare la crisi economica. Milano sarà  quindi un punto di riferimento internazionale, un luogo dove creare sviluppo sociale, culturale e soprattutto economico”.Il progetto Open Data, al quale partecipa l’Università  Bicocca, il Politecnico di Torino, il consorzio Topix e il Csi Piemonte, mira a rendere pubblici progressivamente tutti i dati della città , dagli orari dei singoli negozi alle informazioni sull’ambiente. L’obiettivo è dare priorità  a servizi di infomobilità  e videosorveglianza. Il tutto però ha importanti implicazioni in materia di privacy e di sicurezza, per questo è coinvolto, oltre a quello di informatica, anche il dipartimento giuridico dell’ateneo milanese. Tra le ambizioni del Comune c’è quella di avere un occhio di riguardo per le periferie attraverso, per esempio, corsi di alfabetizzazione informatica da avviare “nelle prossime settimane” anche nelle case popolari e hot spot dedicati.
“Mettiamo a disposizione del Comune le nostre competenze multidisciplinari – ha detto il rettore della Bicocca Marcello Fontanesi – e pensiamo che si tratti di un tema fondamentale che tocca da vicino la qualità  della vita dei cittadini e la capacità  di creare nuove attività  economiche. Il nostro è l’impegno di un ateneo aperto, non è solo uno slogan, e disponibile alla collaborazione con il territorio”.
Il Comune ha garantito inoltre che progressivamente verranno accorpati tutti i suoi portali Web, oggi per esempio divisi tra anagrafe e turismo. Dopo i dati sul trasporto pubblico locale, orari dei negozi, videosorveglianza e ambiente, sarà  probabilemente la volta della cultura, dell’istruzione, della sanità  e dello sport. Allo studio c’è anche un sistema di pagamento attraverso telefoni cellulari.

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