Cina/ Cancellato programma tv ‘Interviste prima dell’esecuzione’

Dopo lo scalpore suscitato sulla stampa internazionale
Roma, 19 mar. (TMNews) – Dopo cinque anni di successo in prima serata, con 40 milioni di telespettatori, la televisione cinese Legal tv della provincia di Henan ha sospeso il programma ‘Interviste prima dell’esecuzione’, giustificandosi con “problemi interni”. Una decisione causata invece, secondo alcuni resoconti, dallo scalpore suscitato dal programma sulla stampa internazionale, dopo essere stato rilanciato dalla Bbc e dall tv Usa Pbs. Pensato per dissuadere futuri criminali, ‘Interviste prima dell’esecuzione’ era diventato uno dei programmi televisivi di maggior successo in Cina, un reality tv che mostrava la confessione e la richiesta di perdono dei detenuti pochi minuti prima o pochi giorni prima di essere giustiziati. La conduttrice, Ding Yu, era diventato una celebrità  e veniva soprannominata ‘la bella con la bestia’. Nelle oltre 200 interviste realizzate, Ding iniziava chiedendo ai condannati dei loro film e delle loro canzoni preferite, quindi li incalzava sui dettagli violenti dei loro crimini, spingendoli a chiedere scusa. Dopo la confessione e le scuse, Ding prometteva di far arrivare i loro ultimi messaggi alle famiglie, che non sono autorizzate alle visite nel braccio della morte, mentre le telecamere continuavano a seguire il detenuto fino a quando non veniva portato davanti al plotone di esecuzione o preparato per l’iniezione letale. “Alcuni spettatori possono pensare che sia crudele intervistare un criminale prima che venga giustiziato – ha detto Ding, citata oggi da El Pais – invece è tutto il contrario. Vogliono essere ascoltati. Alcuni criminali che ho intervistato mi hanno detto: ‘Sono veramente contento. Le ho detto così tante cose che avevo dentro. In carcere non c’era nessuno con cui parlare'”. Un portavoce dell’emittente Legal tv ha tuttavia annunciato alla tv Usa Abc che ‘Interviste prima dell’esecuzione’ verrà  sostituto con un nuovo programma di questioni legali. Il programma veniva trasmesso solo nella provincia di Henan, nel centro del Paese. Sono 55 i crimini puniti con la pena di morte in Cina, l’unico al mondo a non diffondere i dati sulle esecuzioni compiute ogni anno. Si stima che siano circa un migliaio le persone giustiziate ogni anno.

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