RAI: FIORONI, NO BRACCIO DI FERRO E PARLAMENTO INDICHI VIA RIFORMA

(AGI) – Roma, 20 mar. – Difesa e rilancio del servizio pubblico, ribadendo la centralita’ del Parlamento e il no alla privatizzazione. E’ la sintesi del messaggio che Giuseppe Fioroni, a proposito di Rai, ha lanciato a conclusione del seminario di studio organizzato dalla rivista dei cattolici democratici ‘Il Domani d’Italia’ sul tema “La cultura del servizio pubblico – Regole e finalita’ del servizio pubblico”.Convegno Rai, Fioroni: “Nessun braccio di ferro, il Parlamento indichi la strada della riforma”. Al seminario hanno preso parte diversi componenti della commissione di Vigilanza – Giorgio Merlo e Mauro Ceruti (Pd), Giorgio Lainati (Pdl), Roberto Rao (Udc) – e il direttore generale della Rai, Lorenza Lei. “Il Parlamento deve farsi carico – ha sottolineato l’ex ministro della Pubblica Istruzione – di offrire a Monti una indicazione precisa evitando di coinvolgerlo in bracci di ferro che sarebbero dannosi per tutti: la politica, il governo, la stessa Rai”. E se proprio di commissario si deve parlare, “allora bisognerebbe parlare di un ‘commissario per i programmi’ che, gestiti in una logica di balcanizzazione, sono la vera emergenza della Rai”. Dopo la relazione introduttiva di Ceruti, c’e’ stato il confronto tra i componenti della Vigilanza presenti al seminario, confronto che ha evidenziato le possibili convergenze proprio sulla difesa e il rilancio del servizio pubblico. E’ sembrato quasi che in un certo senso siano stati accolti i suggerimenti di Fioroni di puntare a un accordo in Parlamento. “Sogniamo una Rai onlus – aveva in precedenza detto, in avvio dei lavori, il direttore de ‘Il Domani d’Italia’, Lucio D’Ubaldo -, una Rai capace di rimettere al centro la sua mission, rappresentata dai contenuti e dai programmi, non dalla logica del profitto aziendale come che sia. E solo in questa ottica e’ giusto parlare di una nuova struttura della governance dell’azienda, operando scelte coraggiose”. E a sua volta Lorenza Lei nell’intervento tenuto ha puntato proprio sulla mission della nuova Rai, fissando alcuni punti ritenuti basilari: azienda che rappresenti il Paese in tutte le sue componenti nazionali, territoriali e locali; Rai che svolga compito di unificatore del Paese favorendo la comunicazione fra i cittadini e fra le comunita’; Rai che operi da ‘mediatore’ culturale rappresentando il senso dello Stato e facilitando la possibilita’ che i cittadini si riconoscano in esso. E ancora: azienda che ridisegni il proprio ruolo di editore “universale” in grado di presidiare tutta la catena del processo editoriale e garantisca l’accesso ai propri contenuti a tutti i cittadini attraverso le varie soluzioni che l’evoluzione delle tecnologie della comunicazione consentono. (AGI)

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Il presidente iraniano Rohani: statue coperte? E’ solo un caso giornalistico

Padre Ciro Benedettini lascia la vicedirezione della sala stampa vaticana dopo 22 anni di servizio

Convocata per le 14:30 di oggi un’assemblea del Cdr di Rainews con Usigrai e Fnsi