TLC

21 marzo 2012 | 17:09

INCHIESTA TELECOM:ANCHE IN UFFICI SOCIETA’ DOCUMENTI FITTIZI

SONO STATI TROVATI DA CC IN CASSETTI DIPENDENTI INDAGATI

(ANSA) – MILANO, 21 MAR – Documenti di identità  intestati a persone inesistenti o inconsapevoli e utilizzati per attivare le false carte sim sono stati trovati nei cassetti dei dipendenti di Telecom durante una perquisizione effettuata nel marzo di tre anni fa e di cui si è avuta notizia solo oggi con la chiusura dell’indagine della procura di Milano. Da quanto si è saputo l’inchiesta è partita da un accertamento nel 2009 dei carabinieri di Busto Arsizio (Varese) che hanno scoperto che un dealer vendeva sottobanco le schede ‘truccate’. Da qui il fascicolo è passato a Milano e si è risalito ai responsabili del canale etnico di Telecom e al consistente giro di false sim utilizzate anche da criminali. Le accuse contestate sono associazione per delinquere (riguarda solo i 14 dipendenti di Tlc) e i reati fine di ricettazione di documenti di identità  e di schede sim, e di falso documentale in relazione ai falsi contratti di attivazione delle schede, alle false dichiarazioni di liberatoria per il trattamento dei dati personali e ai falsi documenti di identità  intestati a persone inesistenti o inconsapevoli. Secondo gli inquirenti è stata violata la normativa prevista dal decreto antiterrorismo che prevede l’identificazione degli utilizzatori con le schede sim. Riguardo alla responsabilità  dell’ente, Telecom non avrebbe adottato efficaci modelli di gestione e controllo per evitare che i suoi tre manager, finiti sotto inchiesta, commettessero reati e per non aver vigilato che gli 11 dipendenti non commettessero atti illeciti. La società , come risulta dai bilanci, e in base a una consulenza tecnica disposta dai pm Francesco Cajani e Massimiliano Carducci, in un solo anno, cioé il 2008, ha tratto vantaggi per 227 milioni. Vantaggi che sono legati tra l’altro alla quota di mercato relativa al numero di schede vendute. L’atto di chiusura indagini è stato notificato dai carabinieri anche all’attuale amministratore delegato di Telecom Marco Patuano, in qualità  di legale rappresentante dell’ente, il quale, però, non è indagato. (ANSA).