TLC: ESPERTO, SU AFFITTO ULTIMO MIGLIO COSTI CRESCENTI IN ITALIA

(AGI) – Siena, 22 mar. – Il servizio di unbundling, cioe’ l’affitto da parte di Telecom Italia agli operatori alternativi dell’ultimo miglio, in Italia ha avuto e ha tuttora un ruolo fondamentale nello sviluppo della concorrenza infrastrutturata: tuttavia nel nostro Paese si registra un aumento dei costi del servizio in controtendenza rispetto all’Europa. E’ quanto sostiene Antonio Nicita, professore del Dipartimento Economia politica e statistica dell’Universita’ di Siena, intervenendo nel dibattito sull’emendamento tlc contenuto nel dl semplificazioni. “L’ULL (unbundling local loop-accesso disaggregato alla rete locale) e’ stato introdotto in Italia nel 2000, ponendo l’Italia all’avanguardia in Europa sul fronte regolamentare. Il regolatore italiano – spiega l’economista – ha fatto una scelta di policy all’epoca coraggiosa ma illuminata che e’ stata poi seguita da tutti gli altri paesi europei. Tale sviluppo virtuoso dell’ULL e’ proseguito fino al 2005-2006, mentre dal 2007 in poi ha subito una battuta d’arresto sia a causa del progressivo aumento dei prezzi sia a causa dei problemi operativi. Rispetto al 2001, i prezzi ULL in Italia sono effettivamente scesi ma lo stesso e’ avvenuto in tutti gli altri paesi europei, anche a causa della riduzione dei costi di rete e della maggiore concorrenza sui mercati. Basti pensare – prosegue Nicita – che la media europea del 2001 era di 12 euro mese e oggi e’ di 8,19 euro mese, mentre il canone ULL italiano e’ passato da 11,1 euro nel 2001 a 9,28 euro nel 2012, quindi ad una riduzione del 35% a livello europeo, il canone ULL in Italia e’ sceso solo del 19%. Ma il fenomeno piu’ rilevante e’ il trend di aumento dei costi dal 2005 in poi, in cui il canone ULL e’ cresciuto in Italia del 25% da 7.5 euro mese a 9,28 euro mese. Infatti tale andamento si trova in totale controtendenza in Europa. E’ interessante anche aggiungere che mentre nel 2006 le linee ULL in Italia erano allineate ad esempio alla Francia e superiori a quelle in UK, dal 2007 in poi lo sviluppo dell’ULL in Italia ha subito un brusco rallentamento mentre negli altri paesi e’ continuato a crescere arrivando a 8 milioni di linee contro circa 5 dell’Italia. Sia in Francia che UK vi sono anche operatori via cavo, non presenti in Italia”, conclude l’economista. (AGI)

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