Vogliamo far stare tranquilli i nostri esercenti

La liquidazione di Opus Proclama ha stravolto il mercato pubblicitario del cinema. Lasciati per strada dall’uscita di scena della concessionaria della famiglia Hertel Langs, Uci Italia e The Space si sono affrettati a rimettere insieme i cocci affidando la raccolta rispettivamente a Mp Media Adv e a Visibilia. In mezzo a questo terremoto l’altro big player del comparto, Sipra, ha tirato fuori le unghie affidando al direttore generale Nicola Sinisi il compito di tenere le posizioni garantendo alla concessionaria e al gruppo Rai i margini di manovra per continuare a giocare un ruolo istituzionale. Ruolo sottolineato dalla recentissima nomina del direttore cinema e stampa della concessionaria, Gian Nicola Vessia, alla presidenza di Fcp-AssoCinema per il biennio 2012-13.
Barese di origine, bolognese di adozione, torinese per professione, Nicola Sinisi è un profondo conoscitore del mercato del largo consumo essendo stato nel Cda di Conad, gruppo dove ha guidato la direzione comunicazione e relazioni esterne e istituzionali, oltre ad aver ricoperto incarichi di governo nell’amministrazione comunale di Bologna, membro del Cda della Fondazione Marconi, vice presidente della Commissione nazionale dell’Unesco e membro del Consiglio nazionale dello spettacolo. Da quando nel 2009 è stato chiamato in Sipra ha cercato di mantenere un profilo basso lasciando ad altri la prima scena. Con questa intervista esce allo scoperto raccontandoci come va il mercato cinematografico e dove sta andando la pubblicità  in Italia.
Nicola Sinisi – Mi lasci iniziare con una nota di soddisfazione per la vittoria dell’Orso d’oro al Festival di Berlino dopo tanti anni di un film italiano, ‘Cesare deve morire’ dei fratelli Taviani, una produzione di Rai Cinema. Un riconoscimento che mi suscita un doppio orgoglio, di italiano e di uomo Rai perché nel contratto di servizio del nostro gruppo c’è un onere che disciplina l’intervento, attraverso la controllata Rai Cinema, nel sostegno e nella distribuzione del cinema italiano. Un impegno a fondo perduto di circa 40 milioni di euro l’anno a cui anche Sipra porta il suo contributo lavorando su un circuito nazionale di oltre 500 schermi con un giro d’affari tra i 25 e i 30 milioni di euro.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 426 – marzo 2012

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