àˆ l’architetto che parla per te

L’architettura è sempre stata uno strumento di comunicazione, un modo usato dal potere – politico, economico o religioso – per dare un segno forte della propria presenza ai contemporanei e per lasciare un’eredità  ai posteri. Lo aveva capito anche un condottiero dell’industria italiana come Enrico Mattei, che oltre a rivoluzionare come presidente dell’Eni la politica energetica del nostro Paese negli anni Cinquanta e Sessanta, ha caratterizzato il cammino del gruppo con forti segni architettonici. A partire dalla sua adorata Metanopoli, inaugurata nel ’52 ai confini di Milano, nel comune di San Donato: un villaggio aziendale immerso nel verde, progettato dall’architetto Mario Bacciocchi, concepito secondo criteri urbanistici d’avanguardia.
La scelta di Mattei è stata portata avanti dai manager che si sono succeduti ai vertici dell’Eni dopo la sua morte nel 1962, da Eugenio Cefis a Raffaele Girotti, da Franco Reviglio a Franco Bernabè. Nuovi edifici si sono aggiunti nel corso degli anni facendo diventare Metanopoli una vera città , con due torri di cristallo e acciaio, palazzi di uffici e quartieri residenziali che si alternano a giardini e boschetti, in un continuum tra edifici e paesaggio naturale.
Anche l’attuale amministratore delegato Paolo Scaroni ha deciso di rilanciare l’eredità  culturale e civile di Mattei sul territorio di San Donato, per lasciare un segno di grande impatto: un nuovo centro direzionale. All’Eni si sono messi all’opera con la consueta efficienza, organizzando un concorso internazionale che ha visto la partecipazione di 50 gruppi di progettazione di tutto il mondo, tra i quali sono stati selezionati dieci finalisti. Lo scorso dicembre la commissione giudicatrice, presieduta da Angelo Carisi, ha scelto la proposta vincente: quella presentata dallo studio americano Morphosis Architects di Thom Mayne, in partnership con Pasodoble, Setec e Nemesi & Partners.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 426 – marzo 2012

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