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23 marzo 2012 | 9:33

Il libro del futuro secondo Schnapp

Romanzi scritti a più mani su Facebook o costruiti a partire da tanti tweet di 140 battute l’uno; trame generate mediante l’uso di software; fondi per realizzare un libro (o un’intera collana) raccolti su Internet; comunità  on line dove i libri vengono commentati, criticati,
promossi e venduti; opere ibride che combinano vari mezzi digitali; applicazioni per personalizzare l’atto della lettura sui tablet; biblioteche on line da cui gli utenti possono estrarre e ricombinare a piacimento i contenuti, creando nuove opere multimediali.
Sono alcuni degli esempi presentati da Jeffrey Schnapp per dimostrare come il ruolo della stampa e la natura del libro stiano cambiando radicalmente nell’era digitale. Docente dell’università  di Harvard, Schnapp è uno storico della cultura sui generis: un esperto di letteratura italiana, che partendo dagli studi di medievalistica è arrivato a Internet e alla realtà  virtuale; ad Harvard dirige il metaLab, un centro di ricerca su come la cultura, le arti e la conoscenza cambiano nell’epoca della Rete. In Italia è di casa: ha collaborato con la Triennale di Milano, con il Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio e il suo progetto per Le gallerie di Trento, due tunnel in disuso trasformati in museo sperimentale sulla storia del Trentino, è stato presentato alla Biennale di Venezia e al Maxxi di Roma.
Il 27 febbraio Schnapp era a Milano per tenere una lectio magistralis sul ‘Pensiero digitale’ – sottotitolo ‘Leggere e scrivere nel terzo millennio’ – promossa dalla Fondazione Corriere della Sera, dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. In un momento in cui l’editoria guarda ancora con timore, a volte con ostilità , al nuovo mondo digitale – vedi i recenti pronunciamenti dell’Aie e di Confindustria Cultura in materia di copyright e pirateria o la richiesta degli editori francesi di tassare Internet, di cui parla su questo numero la ‘Lettera da Parigi’ – è significativo che tre grandi gruppi dell’editoria tradizionale come Mondadori, Rcs e Feltrinelli, diano spazio (tramite le rispettive fondazioni) a un visionario come Schnapp con le sue ottimistiche aspettative sul futuro che ci attende.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 426 – marzo 2012