Televisione

27 marzo 2012 | 10:48

RAI: SINDACATI, CHIARO FALLIMENTO DELL’ATTUALE CDA

VERTICI AZIENDALI NE PRENDANO ATTO E LASCINO AD ALTRI LE SCELTE

(ANSA) – ROMA, 26 MAR – “Il cda Rai, con i vari direttori generali che si sono succeduti negli ultimi tre anni, ha portato l’azienda sulla soglia del collasso”. Lo dichiarano in una nota congiunta Slc Cgil, Fistel Cisl e Snater. “Non è stato possibile rinnovare il contratto nazionale, modernizzare i processi ed i modelli produttivi e tanto meno gli strumenti tecnologici – si legge ancora nella nota -, mentre gli sprechi e gli errori nelle scelte editoriali sono stati economicamente dirompenti. I vertici aziendali non hanno mai cercato infatti un vero dialogo con i sindacati, hanno tentato e stanno ancora oggi tentando un ultimo colpo di coda, di imporre cioé ai lavoratori tagli senza senso sul costo del lavoro per accreditarsi verso la politica”. “Le organizzazioni sindacali responsabilmente – prosegue la nota -, pur di tutelare il perimetro produttivo aziendale e inserire elementi di controllo e razionalizzazione di appalti e consulenze, si sono rese disponibili a produrre un risparmio sul rinnovo del contratto di circa 35 milioni di euro, su un valore per un pieno recupero del costo della vita di 80 milioni per gli anni 2010/2012″. “Dai lavoratori – affermano ancora le sigle – si pretendono, per chiudere un rinnovo contrattuale pessimo, sette milioni di euro con tagli di istituti contrattuali che compensano il disagio di maestranze che agiscono con orari continuati, senza pause sino a realizzazione del prodotto, 365 giorni l’anno, 24 ore su 24. Mentre il cda ha quantificato una perdita, in tre anni, pari a 168 milioni di euro (e dovuta alla chiusura di Annozero con -10 milioni al netto dei costi di produzione; la trasmissione di Sgarbi in prima serata su Rai 1, una sola puntata, costo 8 milioni di euro; il mancato rinnovo del contratto con Sky – 350 milioni di euro in sette anni)”. “I lavoratori della Rai ed i sindacati non permetteranno lo smantellamento del servizio pubblico – concludono Slc Cgil, Fistel Cisl e Snater -. Confidiamo che i vertici aziendali a due giorni dalla loro scadenza, si ritirino senza ulteriori danni, lasciando ad altri le scelte che loro non sono stati in grado di fare”. (ANSA).