Comunicazione

02 aprile 2012 | 10:32

Editoria/ Prc replica su Liberazione: E’ Monti che lo fa chiudere

Amministratore Gelmini: “Cdr mente dando la colpa a Rifondazione”
Roma, 30 mar. (TMNews) – Rifondazione comunista si difende dalle accuser del Comitato di redazione del quotidiano Liberazione. “Ieri, presso la Regione Lazio, Mrc (la società  editrice di Liberazione), sindacati e rappresentanze dei giornalisti e poligrafici – afferma in una nota Marco Gelmini, amministratore unico della Mrc, società  editrice di proprietà  del Prc – hanno sottoscritto un accordo che prevede 24 mesi di cigs per far fronte alla sospensione delle pubblicazioni di Liberazione, in atto dai primi di gennaio. Liberazione, come purtroppo tante altre testate dell’editoria di partito, cooperativa e di idee, è stata costretta a sospendere le pubblicazioni a causa dei tagli applicati ai fondi della legge sull’editoria (prima da Berlusconi e poi da Monti), a causa della ulteriore drastica riduzione degli stanziamenti per gli anni a venire e dell’abolizione dei contributi diretti a partire dal 2014, oltreché a causa della mancata approvazione del nuovo regolamento”.”Il Cdr di Liberazione – accusa Gelmini – mente sapendo di farlo quando imputa a Rifondazione la sospensione, avendo via via respinto tutte le proposte avanzate dalla Mrc che avrebbero consentito di mantenere in vita un giornale on-line evitando un’interruzione delle pubblicazioni che nuoce in primo luogo al Prc”.”Il Cdr – dice ancora l’amministratore di Liberazione – mente nascondendo le reali responsabilità  del Governo; mente ignorando la realtà  di una trattativa protrattasi per mesi; mente quando lamenta resistenze nel pagamento delle spettanze (sempre corrisposte, tal volta con qualche giorno di ritardo a seguito della situazione di oggettiva difficoltà ); mente ignorando gli sforzi enormi fatti dal Prc per anticipare fondi e garantire l’uscita del giornale anche a prezzo di dolorose alienazioni immobiliari; mente nascondendo la volontà  e l’impegno del Prc e dei suoi militanti a far tornare Liberazione in edicola; mente nascondendo l’impegno a garantire occupazione seppur ridotta e/o a rotazione a partire da criteri di assoluta equità ”.”Ci domandiamo – prosegue la nota dell’editore – che senso abbia firmare accordi da parte del Cdr ed il giorno successivo smentirli con comunicati dal contenuto provocatorio. Gli accordi specificano gli impegni in modo chiaro. La loro firma smentisce le illazioni e le falsità  diffuse dal cdr. Chi dilapida l’impegno per l’informazione democratica e plurale, per il riconoscimento del lavoro e dei suoi diritti nonché la storia ventennale di Liberazione è chi continua a sbagliare obiettivo: noi continuiamo a pretendere risposte ed impegni dal Governo”.