G8 Genova/ Santamaria: Notte alla Diaz? Il nostro 11 settembre

L’attore: Impossibile dimenticare perché nessuno ha chiesto scusa
Milano, 10 apr. (TMNews) – “È stato il nostro 11 settembre. Continuavamo a chiederci come era potuto accadere. La risposta? Non lo so”. Nonostante il ruolo nel film sulle violenze del G8 “Diaz-Don’t Clean Up This Blood”, nelle sale dal 13 aprile, Claudio Santamaria non riesce a spiegarsi una delle pagine più controverse della storia dell’Italia contemporanea. “Io interpreto un poliziotto e dovevo ‘giustificarlo’ – dichiara l’attore in un’intervista al mensile Max -. Penso che la responsabilità  sia della stanchezza, degli ordini dati”.
“Per due mesi ho fatto palestra prima delle riprese – racconta a proposito del suo ruolo -, mi allenavo e mangiavo molto. Dovevo sopportare il film anche fisicamente, oltre che emotivamente: abbiamo girato con 40 gradi, dentro all’armatura. Avevo maglietta, divisa, casco, guanti e gli altri mi sembravano più fragili. Uno stuntman, che era stato in polizia, mi ha raccontato com’è quando ti tirano i sanpietrini. È come una battaglia medioevale”.
Un episodio che ha macchiato il nostro Paese, un’Italia che l’attore romano vorrebbe oggi meno teledipendente: “Non mi piace sentire ‘ma ricordatevi che siamo in Italia’. Non voglio emigrare – confessa – spero ci sia sempre meno gente che crede ciecamente a quello che dice la tv. Non possiamo dimenticare Genova semplicemente perché, 11 anni dopo, nessuno ha chiesto scusa”.
C’è spazio anche per parlare di donne: “Ho fatto il liceo artistico, eravamo solo tre maschi e mi piaceva parlare con le mie compagne. Le donne ti fanno da specchio: attraverso di loro capisci quello che sei. Le idealizzavo, le donne. Poi cresci e, poco alla volta, cambi. Il gossip? Mi fa sentire violato nel mio spazio personale”.

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