Comunicazione

10 aprile 2012 | 14:51

TV: PANARIELLO “VORREI PORTARE IN TEATRO STORIA DI PATCH ADAMS”

MILANO (ITALPRESS) – Giorgio Panariello, reduce dal successo televisivo di “Panariello non esiste”, parla con Alfonso Signorini delle profonde ferite della sua vita, di come ne e’ guarito e del perche’ oggi vorrebbe “portare in teatro la storia di Patch Adams, il medico che cura con il sorriso migliaia di bambini”, in un’intervista esclusiva contenuta nel numero di “Chi” in edicola da domani, mercoledi’ 11 aprile.
Abbandonato dalla madre (“quando la maestra ci diceva “domani venite accompagnati dalla mamma”, ogni volta mi pigliava un colpo”), cresciuto senza il padre (“Non l’ho mai visto. Credo sia morto, perche’ altrimenti, col successo che ho avuto, si sarebbe gia’ fatto vivo da solo”) e senza soldi (“Il momento piu’ duro e’ stato quando se ne sono andati i miei nonni… Io e mio fratello Franco siamo rimasti improvvisamente soli… Spesso non riuscivamo neppure a fare la spesa per sfamarci”), il comico toscano ha sempre lottato usando l’arma del sorriso. “Anche in quel periodo di fame, di stenti”, ricorda, “non ho mai perso la voglia di sorridere e di far sorridere”. Uscito dall’esperienza fallimentare di Sanremo 2006 (“mi sono buttato nel cinema con Pieraccioni e Salemme ed e’ andata benissimo”), Panariello ha ricevuto l’ultima batosta con la morte per droga del fratello Franco a ridosso della messa in onda del suo show su Canale 5.”È stato un episodio fatale, un’ultima debolezza pagata con la vita”, ricorda il comico, raccontando come, negli ultimi anni, con la propria forza avesse cercato di sostenere il fratello: “Gli ho dimostrato con il mio lavoro che si puo’ vivere bene anche senza la droga. Quando la vita mi ha premiato con il successo lui ha capito che avevo ragione io e, piano piano, mi si e’ avvicinato.
Anni e anni di tentativi, di ricadute. Anni di sofferenza, ma sempre con il sorriso in tasca. Grazie al mio lavoro, alla mia voglia contagiosa di sorridere, Franco aveva riacquistato la voglia di vivere. Per questo, per ricordarlo, ho in mente un grosso progetto…”. Cioe’ la storia Patch Adams. “È una storia meravigliosa e sono sicuro piacera’ al grande pubblico. L’ho invitato anche al mio programma, peccato che non sia potuto venire. Ma ho avuto modo di incontrare il suo staff e di definire meglio questo progetto, a cui tengo tantissimo. Voglio che la gente capisca l’importanza del sorriso”.
(ITALPRESS).