Editoria

18 aprile 2012 | 12:00

Editoria/ Fieg: In 2011 ricavi giù a -2,2%, pesa calo pubblicità 

Anno difficile per i quotidiani. Diffusione diminuisce del 2,6
Roma, 18 apr. (TMNews) – Un 2011 negativo per le aziende editoriali che pubblicano quotidiani. L’anno scorso – secondo il rapporto Fieg sulla stampa nel 2009-2011 – i ricavi sono diminuiti del 2,2%, soprattutto per la flessione degli introiti pubblicitari (-5,7%).
Nonostante il calo della diffusione (-2,6%) – sottolinea però la federazione degli editori di giornali – i ricavi della vendita delle copie hanno tenuto per gli aumenti dei prezzi nel biennio 2010-2011.
Il declino dei ricavi, in decelerazione nel 2010 (-1,5%) dopo il forte arretramento del 2009 (-11,9%), “ha purtroppo ripreso tono nel 2011 e le prospettive per il 2012 non appaiono migliori in rapporto a una situazione complessiva del mercato pubblicitario che non sembra riprendersi e che, molto probabilmente, manterrà  la tendenza regressiva del biennio precedente”.
Sul piano dei costi, sottolinea il rapporto Fieg, “nel 2011 è proseguita l’azione di contenimento che ha preso avvio nel 2008, con interventi che hanno portato a un sostanzioso abbattimento nel 2009 (-6,6%) e soprattutto nel 2010 (-7,5%)”.
L’anno scorso “il processo di riduzione dei costi ha incontrato resistenze nella ripresa del prezzo internazionale della carta, con costi di approvvigionamento aumentati dello 0,5%, nei costi per servizi in crescita dell’1,5%, nel costo del lavoro che ha mostrato una stabilità  di fondo (-1%)”. Nel 2010 invece “l’azione di ‘cost cutting’ aveva prodotto risultati molto più evidenti su tutte le voci di costo: materie prime (-18,7%), servizi (-5,5%), lavoro (-7,5%)”.
Per i magazine poi, “dopo il consistente calo del 2009, evidente soprattutto sul terreno pubblicitario (-29,1%), nel biennio successivo la stampa periodica ha dimostrato una maggiore capacità  di tenuta riuscendo a circoscrivere il calo del fatturato editoriale, senza peraltro manifestare segnali di ripresa”. Nel 2011, il fatturato dei periodici è stimato in calo del 2,9%, con le due componenti, ricavi pubblicitari e da vendita, che retrocedono rispettivamente del 2,7% e del 3%. Per la pubblicità  il calo è stato meno ampio di quello accusato dai quotidiani.
Le vendite di riviste mostrano poi “dati allineati nell’indicare una flessione che, nel triennio 2009-2011, ha riguardato tanto i settimanali (-7,6%) quanto i mensili (- 18%)”. Il calo ha subito un’accelerazione nel 2011 per entrambi i prodotti: -6,3% per i settimanali (nel 2010 la flessione è stata dell’1,4%) e -9,9% per i mensili (nel 2010 il calo è stato del 9%).
Nella struttura dei ricavi, afferma la Fieg, per l’editoria giornalistica “perdono di peso quelli pubblicitari, scesi dal 48,9% del 2008 al 46,7% del 2010. Sono inoltre in diminuzione i ricavi da vendite in abbonamento, con una dinamica che nel 2010 (-5,9%) è stata maggiore dei ricavi complessivi (-4,5%)”. In calo anche i collaterali (-27,8% nel 2010), “mentre sono in forte crescita i ricavi da attività  online (38,8% nel 2010 e 32% nel 2011), anche se in valori assoluti l’incidenza sul fatturato è ancora limitata (1,4%)”.
Sul territorio, sottolinea la federazione degli editori, l’analisi delle vendite mostra “una sorta di ‘questione meridionale’, in quanto ai livelli di vendite nel Nord (92 copie per mille abitanti) e nel Centro (84 copie) corrispondono livelli particolarmente depressi nel Mezzogiorno (49 copie)”.
Lo squilibrio “può essere rappresentato anche confrontando abitanti e volumi di vendita. Le regioni settentrionali con il 45,8% della popolazione acquistano il 55,7% delle copie di quotidiani complessivamente vendute in Italia, quelle centrali con il 19,7% della popolazione ne acquistano il 21,9%, quelle meridionali con il 34,5% della popolazione ne acquistano il 22,4%”.
“È un ‘press divide’ – conclude la Fieg – alla cui origine va individuata l’assenza nel tempo di politiche di incentivazione della lettura da condurre nelle scuole e nelle famiglie”.