Comunicazione

18 aprile 2012 | 12:35

Frequenze tv: Pd, ambiguo chi non vuole aprire mercato su asta

(ASCA) – Roma, 18 apr – ”L’ambiguita’ e’ di chi vuole difendere le rendite di posizione nel mercato radiotelevisivo italiano senza impedire, a differenza di quanto ci impone l’UE, che il duopolio dell’analogico venga replicato anche nel sistema di trasmissione televisiva digitale”. Lo afferma in una nota il deputato e capogruppo del Pd in commissione Telecomunicazioni alla Camera, Michele Meta, replicando alle parole del capogruppo Pdl a Montecitorio Fabrizio Cicchitto che ha puntato il dito contro il Ministro Passera, accusato di ambiguita’ nella vicenda dell’annullamento del beauty contest. ”Cio’ che non convince in tutta questa vicenda – spiega Meta – e’ l’attacco che proviene da coloro che si sono sempre definiti campioni del liberalismo che pero’, e solo nel mercato televisivo, cedono al protezionismo piu’ sfrenato mettendosi di traverso ad una scelta di buon senso. Si tratta di una posizione francamente ingiustificabile se pensiamo che l’asta per le frequenze tv – aggiunge l’esponente democratico – oltre a generare benefici rilevanti per le casse dello Stato, puo’ certamente contribuire ad aprire un mercato, ingessato da troppo tempo, a nuovi soggetti entranti. Secondo le stime di Mediobanca, che certamente non e’ un centro studi vicino al Pd, si potrebbero ottenere almeno 1,2 miliardi di euro da reinvestire nella banda larga e nelle nuove modalita’ trasmissive favorendo un maggiore pluralismo. Ecco perche’ riteniamo che la levata di scudi del Pdl sull’asta per le frequenze abbia il sapore di una difesa d’ufficio piuttosto ammuffita e distante anni luce dagli interessi generali del Paese”.