Editoria

19 aprile 2012 | 13:50

Rcs/ Della Valle: Basta finanza de noantri, mondo pietrificato

“Logiche arcaiche, chi non lo capisce è destinato a sparire”
Sant’Elpidio a Mare (Fm), 19 apr. (TMNews) – Rcs deve diventare un’azienda “normale”, archiviando le logiche “arcaiche” della “finanza de noantri”, meccanismi che appartengono a un vecchio “mondo pietrificato”. È il nuovo affondo del numero uno della Tod’s, Diego Della Valle, contro il patto di sindacato di Rcs.
“Non è il momento di arrotondare – ha detto parlando della Rizzoli, ci cui è azionista con lo 0,5% – e il problema di Rcs non è far arrotondare Della Valle, è fare in modo che diventi un’azienda normale. Questo mondo che ruota intorno a Mediobanca, degli ‘zero virgola qualcosa’, di questi accorpamenti relazionali, non va più da nessuna parte”.
“Come per la politica bisogna fare dei grandi cambiamenti – ha spiegato l’imprenditore marchigiano al termine dell’assemblea Tod’s – ci sono dei grandi cambiamenti in atto anche in quello che è un vecchio mondo finanziario, che ormai è totalmente pietrificato. Ora le cose sono regolate dai mercati, la distinzione è tra chi ha aziende forti che vivono di mercato e chi invece – ha attaccato – continua ad avere una finanza ‘de noantri’, dove si ritrovano tra loro e si autoproteggono, mettendo come obiettivo primo il loro posto e la loro sedia. Sono poi aziende che non vanno da nessuna parte, vanno tutte a scatafascio”.
“Gli imprenditori seri – ha aggiunto Della Valle – non vogliono più avere niente a che fare con un mondo che in molti manco conoscevano e, quando l’hanno approcciato, hanno considerato queste cose totalmente arcaiche. Purtroppo chi non l’ha capito è destinato a sparire”.
Per Rcs, ha sottolineato Della Valle, “l’auspicio è di vedere un’azienda che comincia a funzionare sulle capacità  degli uomini, che viva di mercato, con un management che risponda dei propri risultati e obiettivi, con degli azionisti che seguono l’azienda”.
“Oggi le aziende che vanno bene – ha concluso il numero uno della Tod’s – sono quelle che hanno azionisti forti che le guidano, aziende di mercato che vivono di prodotti e hanno la consapevolezza che se non funzionano il mercato le taglia fuori.
Questo è il futuro e, per fortuna, questa è la grande maggioranza delle imprese italiane”.